La mia poesia è alacre come il fuoco
trascorre tra le mie dita come un rosario
Non prego perché sono un poeta della sventura
che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,
sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida,
sono il poeta che canta e non trova parole,
sono la paglia arida sopra cui batte il suono,
sono la ninnanànna che fa piangere i figli,
sono la vanagloria che si lascia cadere,
il manto di metallo di una lunga preghiera
del passato cordoglio che non vede la luce.
Alda Merini, da "La volpe e il sipario"
“Quando siamo arrivati a Woodstock / Eravamo come minimo mezzo milione / E dappertutto canzoni e aria di festa / E ho sognato di vedere i bombardieri /Che sganciavano le bombe in cielo / E le bombe si mutavano in farfalle / Sopra la nostra nazione…”
Woodstock, Joni Mitchell
Un giorno imprecisato di Ottobre: mattina, devo accendere la stufa e per farlo preparo un poco di carta ed alcuni legnetti. Carta quella di giornale, l’uso che faccio dei quotidiani è solo questo anche se in altre epoche ero solito leggerne almeno 2 – 3 ogni giorno senza contare le varie riviste. Me li portavo in giro con orgoglio e anche come fosse un “gesto di sfida” infilati nella tasca posteriore dei pantaloni o in quella laterale del giaccone… avevano nomi gloriosi come Lotta Continua, Avanguardia Operaia, Potere Operaio, Rosso, A/traverso…
Faccio per appallottolare la pagina quando vengo preso da sgomento, un titolo in basso a destra mi comunica che:” Il Rock è morto e anche il Mito è morto”!!
Dato il continuo via vai di commenti e domande suigli Elfi della Sambuca Pistoiese, dal n° 35 di “Lato Selvatico” proponiamo questa intervista a Mario Cecchi, voce narrante del Popolo Elfico.
(per leggere a schermo intero… cliccate Fullscreen sull’anteprima di scribd)
Partiamo per Piedicavallo per l’incontro Bionieri il sabato mattina e dopo un viaggio tranquillo superiamo Biella e ci inoltriamo lungo la valle Cervo seguendo una provinciale paciosa e mano a mano che proseguiamo sempre più avvolta dai crinali boscosi.
La strada attraversa il paese di Rosazza, dove grazie alla complicità di un semaforo rosso, possiamo ammirare stupefatti l’architettura fatta di proporzioni esoteriche arricchite da simboli massonici, celtici, austroungaricoborbonici e… sesanò.
Dato che nei giorni precedenti eravamo rimasti disconnessi da internet, io e la Manù arriviamo all’appuntamento senza numeri telefonici e/o indirizzi. Quindi individuata la foresteria valdese, facciamo sosta al bar “il Gatto Azzurro” dove l’oste, del tipo burberobrontolo, ci propina un paio di panini di quelli che non se ne fanno più: ovvero pane e salame e pane e prosciutto …e basta… dalle dimensioni e spessori inusuali e luculliane, per la nobile somma di euro due cad.!! Manco a dirlo il bichierazzo di vino è proporzionato.
L’amico Magius ci invia questa lettera che prontamente proponiamo invitando gli improbabili lettori a leggere bene e diffondere
In Italia la localizzazione delle centrali nucleari verrà imposta alle
popolazioni locali con l’esercito.
Anche volendo, addio decrescita felice.
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Il nucleare rientra nei “progetti bellici”. Ecco come ci imporranno le
centrali in Italia
Proprio in questi giorni, a Flammanville, l’Enel ha stabilito l’anno
in cui la prima centrale nucleare italiana inizierà a funzionare. Il
2020. I loro esperti considerano questa data come “realistica” e
spiegano che l’avvio degli altri reattori avverrà alla scadenza dei 18 mesi per ogni nuovo impianto e incredibilmente si è già stabilita la data per la prima colata di calcestruzzo dell’edificio del reattore,
che sarà per il 9 luglio 2015. Tutte tempistiche calcolate valutando
sia i tempi di costruzione, sia i tempi politici del dibattito e dei
permessi e stabilendo anche che l’agosto 2011 sarà il mese in cui si
otterranno i permessi per il sito e il maggio 2013 sarà invece la data
in cui verrà rilasciata “la licenza integrata per costruzione ed
esercizio”, dando cosi il via a tutte le procedure subito antecedenti
alla costruzione. L’atteso e più vicino 10 ottobre 2010 sarà il giorno
in cui si deciderà la città della prima centrale nucleare e
probabilmente sarà anche la data dell’inizio di altri problemi per
questo eseguivo.
…Una parte del lavoro del poeta oggi è essere testimone. Siamo testimoni di quello che sta succedendo. Il testimone forse può cambiare le cose, forse può fermare le cose, forse può fornire un modello alternativo, oltre a far conoscere al mondo ciò che sta succedendo. Siamo testimoni del comportamento distruttivo della modernità globale, del capitalismo che avanza e della dissacrante alleanza tra tecnologia ed egoismo…Poi c’è un altro ruolo più antico, che è quello del guaritore, il ruolo dello sciamano, che implica l’andare oltre l’essere un semplice testimone e cioè diventare una voce in contatto con le altre forme viventi, che parla per la natura, ma anche per i diseredati e al gente povera della terra.
Alcuni giorni fa abbiamo ricevuto un paio di email che raccontavano di un pastore costretto ad abbandonare il proprio lavoro a causa dei lupi.
Come non essere solidali con lui?
Ma ad essere sinceri alla parola “lupo” i neuroni mnemonici del sottoscritto hanno avuto un sussulto di vitalità, e zuzzerelloni come sono, hanno compiuto un salto “spazio-temporale” di una quindicina di anni : mio malgrado mi sono ritrovato in un altroquando improbaile e lontano.
Val Boreca
Ero solito trascorrere le ferie, e non solo quelle, in Val Trebbia … afflitto da una malattia allora incurabile detta Pesca a mosca, congiunta con un compulsivo ed irrefrenabile istinto a camminare. A mia discolpa posso dire che detta pratica di pesca consentiva di non uccidere o danneggiare il pesce ( che manco usciva dall’acqua quando catturato), a parte le rare volte che finiva arrostito. Ho smesso di pescare da tempo, dopo aver letto la traduzione di quel detto cinese che così recitava: “se i pesci urlassero, smetteremmo di pescare”.
Quell ‘estate ero risalito da Marsaglia a piedi, lungo il corso della Trebbia fino a Ponte Organasco, dove avevo trascorso qualche allegra serata con amici e amiche che avevano contratto lo stesso amore per quei luoghi ( lo dico perchè se esiste un luogo dove vorrei concludere il mio percorso … ebbene è quello! ), quindimi ero inoltrato nella Val Boreca, piccola ed erta valle che prende il nome dall’omonimo torrente. Avevo piantato la tenda in una incredibile ansa, ben sopra il livello delle acque ma senza accorgermi della parete rocciosa alle spalle, il tutto era avvenuto a tramonto inoltrato. Nella notte un furioso temporale, di quelli che durano per ore … risultato: tre giorni bloccato.
Nel bell’articolo “L’insegnamento perduto del Meccano” publicato da Nexus, Franco del Moro (editore di Ellin Selae) ci parla dell’ipereccedenza di stimoli prodotta da internet. Un abbozzo dell’articolo lo avevo letto sulla rivista Ellin Selae e ne avevo discusso con Franco durante la festa a Garessio.
Sullo stesso argomento avevo letto alcuni post di Ivo Quartiroli su Indranet.
Ce ne sarebbe da parlare e ascoltare per settimane ma preferisco limitarmi ad alcune memorie e pensieri sparsi ovvero l’orto del nonno (quello mio) e il labirinto telematico di tecniche, varietà orticole,metodi di lotta biologica – concimazioni – pacciamature ecc. che sta invadendo la semplice volontà e necessità di autoproduzione mangereccia del nostro quotidiano.
Scrivere troppo e non venir letti fa star male. Ma acquisire lettori sarebbe peggio. I lettori pensano che basti leggere, come se il loro vero desiderio fosse sentire con le orecchie di un altro, vedere attraverso gli occhi di un altro, sentire attraverso la pelle di un altro. Il testo che cambierà la realtà: Rimbaud lo sognava e poi si arrese disgustato, ma aveva un'idea troppo debole della magia. La verità sta forse nel fatto che i testi possono solo cambiare la realtà quando ispirano i lettori a vedere e agire invece che semplicemente vedere. La scrittura un tempo faceva così ... Hakim Bey