La pacciamatura


Ho rispolverato un’articolo di Claude Aubert (uno dei padri dell’agricoltura biologica) sulla pacciamatura (1980 o giù di lì) integrandolo con osservazioni personali e tagliando alcune parti francamente un poco “datate” per iniziare a parlare di pacciamatura.

La pacciamatura consiste nel ricoprire il terreno con del materiale, in genere organico, destinato a proteggerlo ed eventualmente a nutrirlo. Gli orticoltori francesi usano tradizionalmente la paglia, ma si può pacciamare con molti altri materiali: l’erba, il composto, il fieno, la segatura, qualunque tipo di residuo organico. (io preferisco usare paglia ed erba dopo averla compostata, il processo di compostazione sterilizza i semi dei cereali, delle graminacee e delle spontanee, almeno in larga parte)


A cosa serve la pacciamatura?

1) A proteggere il terreno.

Al terreno e agli esseri viventi che lo popolano piace che ci si prenda cura di loro, e anche che li si coccoli un poco. Bisogna fornire loro il nutrimento (compito svolto dal composto, dal sovescio e dagli alti fertilizzanti organici) ma anche tenerli al riparo dai capricci atmosferici: è il compito della pacciamatura.

Proprio come noi, gli esseri viventi del terreno temono il sole cocente, la violenza dei temporali, il freddo e i bruschi sbalzi di temperatura. Il sole asciuga il terreno, e se manca l’acqua la vita si ferma. Le forti piogge erodono la terra e portano lontano i preziosi elementi fertilizzanti che contiene. Il freddo blocca ogni attività biologica. I bruschi sbalzi di temperatura perturbano la vita del terreno e la crescita delle piante.

Per proteggersi dagli sbalzi d’umore del tempo, il terreno ha bisogno come noi, quando dormiamo, di una buona copertura. Il pacciame organico impedisce al suolo di riscaldarsi troppo a causa della canicola, di raffreddarsi troppo di notte, elimina l’erosione e trattiene l’acqua delle piogge torrenziali e infine limita considerevolmente l’evaporazione.

Basta scostare un poco lo strato di pacciamatura per notare la vita intensa che si sviluppa al suo riparo, e l’umidità che rimane trattenuta anche con l’afa più terribile, per capire fino a che puntogli abitanti del terreno gradiscono la sua presenza.

2) A nutrire il terreno

Se ricoprite il terreno con un sottile strato d’erba, vi accorgerete (salvo in caso di siccità eccezionale) che nel giro di qualche settimana non resterà più nulla: verrà completamente assorbita, digerita e trasformata in nutrimento per le piante dagli esseri viventi (microflora) del terreno, a tal punto che bisognerà rinnovare l’apporto di pacciamatura se non volete che il terreno rimanga scoperto.

Alcuni materiali sono molto “nutrienti” per le piante, altri lo sono molto meno. La paglia, anche se di facile reperibilità, non è il materiale migliore. Al contrario l’erba, il letame e i rifiuti organici ricchi di azoto possono fornire un nutrimento abbondante, che sarà apprezzato in modo particolare dagli ortaggi più esigenti.

( io ho iniziato ad usare lo strato di foglie del sottobosco di carpini, faggi ontani e pioppi, lasciato compostare naturalmente nel sottobosco e mischiato alle erbe di sfalcio primaverili, prima che vadano in seme!)

3) Ad impedire lo sviluppo delle erbe infestanti

La paglia è un ottimo materiale di copertura che ricopre completamente pur lasciando circolare l’aria e l’acqua; ma non bisogna fare affidamento su di essa per nutrire le piante, poiché si decompone molto lentamente e contiene pochissimo azoto. Di converso, arricchisce il terreno di humus.

Le felci si usano come la paglia ma si decompongono più rapidamente

Il fieno è ottimo materiale che lascia passare aria e acqua ma attenzione che và tagliato a tempo debito onde evitare di diffondere infestanti.

L’erba fresca (tosatura del prato, materiale di sovescio…) ha molte controindicazioni: uno strato sottile non protegge ed uno troppo spesso asfissia il terreno anche se apporta molto nutrimento.

Il composto fresco è ottimo ma è ben difficile averne in quantità necessaria.

La pratica della pacciamatura

1) La scelta dei materiali

Essa dipende dal materiale disponibile, dalla natura del terreno e dal tipo di coltura.

I materiali asciutti e grossolani a lenta decomposizione (paglia, felci, fieno tagliato a mano …) sono indicati per i suoli pesanti, con tendenza all’asfissia e al compattamento; questi materiali lasciano circolare l’aria e assorbono come una spugna parte dell’acqua piovana. Sono anche adatti per zucche, cetrioli, meloni, fragole e altri frutti e ortaggi che soffrono di marciumi quando sono a diretto contatto con il terreno. Per gli ortaggi esigenti, come le zucchine, si può pacciamare con composto fresco ricoperto di paglia.

Materiali freschi e molto acquosi vanno utilizzati sempre in strato sottile, che può essere aumentato nei periodi siccitosi. Uno strato troppo spesso favorisce l’asfissia del terreno e la proliferazione di ogni sorta di animali nocivi (lumache…)

Gli scarti del taglio di legname, cortecce, rametti, segatura sono ottimi per pacciamare i sentieri, possono essere usati con parsimonia anche nel cumulo di composto.

2) Quando mettere il pacciame?

Il pacciame viene messo abitualmente in primavera, non va messo troppo presto. Bisogna aspettare che il terreno si sia riscaldato; il pacciame costituisce uno schermo che impedisce la penetrazione dei raggi solari, fatto questo auspicabile in piena estate ma non in primavera.

Distribuire il pacciame su un terreno pulito, quando le piante sono ben radicate.

In caso si voglia iniziare a coltivare il proprio orto con il metodo dell’Orto Sinergico è bene progettarlo e disegnarlo prima, preparare i bancali, pacciamarli leggermente a primavera e integrare la pacciamatura in seguito a seconda del tipo di terreno, del clima e facendo l’esperienza necessaria nel proprio luogo..

Dato che non seguo i vari metodi in modo integralista, consiglio di progettare un’orto misto, per esempio: alcune varietà ad aiuole ( carote, insalate da taglio, prezzemolo, patate, fagioli, fagiolini, pomodori … consociati favorevolmente e poi i bancali del sinergico dove troveranno posto le verdure a secondo delle consociazioni e rotazioni. Questo permette una bagnatura mirata e una raccolta agevole (in Liguria si usano i solchi, visto il clima e la scarse precipitazioni estive).

Come sempre l’esperienza non si insegna, si impara.

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16 risposte a “La pacciamatura

  1. la pacciamatura con erba del prato tagliata, procede abbastanza bene!!! ne ho messo uno spessore di circa 5 cm tra le verdure e ho notato che l’erba fa fatica a crescere….purtroppo le infestanti più tenaci riescono a svilupparsi lo stesso, ma con un po di pazzienza le sradico a mano…

  2. Un aiuto a contenerle lo trovi coprendo il terreno con cartoni (non stampati) e poi pacciamando … per trapianti e semine devi bucarlo.

  3. Pingback: Consigli per un orto didattico | timoilbruco

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