L’urlo dalla memoria


Al posto di seguire le varie “rievocazioni” del ’68 che incombono e incomberanno per tutto il 2008 e percorrendo il filo di una ricerca personale sulla nascita e la storia delle comuni italiane, ho iniziato la rilettura di un vecchio saggio di Mario Maffi – La cultura andergraund – (ed. Laterza 1972) che mi sembra abbia avuto anche successive ristampe e aggiornamenti.

Costa dirlo ma gli embrioni di quel periodo di rivolta che riassumiamo nel ’68 presero vita negli Stati Uniti nei primi anni ’50 con i movimenti Beat, Underground e poi nei ’60 con i movimenti non-violenti, lo scoppio dei campus universitari (Berkley e il Free Speech Movement), Malcolm x, gli Hippies e i Diggers….

L’onda lunga di questo sommovimento culturale, artistico, politico ed esistenziale arriveranno in Europa e in Italia, tracciarne la storia è lavoro lungo ed entusiasmante che richiede tempo e curiosità, ma alcune considerazioni e riflessioni mi sono venute quasi di getto anche stimolate da una inevitabile nostalgia per il vissuto e dallo scarso entusiasmo che mi infondono il tempo presente e i presagi di quello a venire.

In quegli anni la critica radicale dei movimenti faceva a pezzi i “pilastri” della società: famiglia,coppia, scuola,lavoro, religione, informazione e cultura.

Bisognerebbe reimparare quell’alfabeto, e coniugarlo con quello olistico, ne uscirebbe la “visione” di un altro mondo possibile ora.

zappatori a Montalto di Castro

(Zappatori a Montalto)

Agli improbabili lettori: questa sera al posto di accendere il televisore o il computer provate a (ri)ascoltare un vecchio disco di Bob Dylan o di Charlie Parker, fatevi un paio di birre e aprite le pagine di Jukebox all’idrogeno dove l’Urlo …”suonavano la sofferenza per amore della nuda mente d’America in un urlo di sassofono (…) che faceva tremare le città fino all’ultima radio / col cuore assoluto della poesia della vita macellato dai loro corpi buono da mangiare per mille anni…”.

La capacità di seduzione del sistema dominante spesso riesce a penetrare anche barrire che pensavo invalicabili, e il pattume culturale e politico impone una omologazione al ribasso di ogni istanza e sussulto liberatorio, ma se si paragona :

la liberazione sessuale ai “lucchetti” con imperituri …per sempre ;

l’andarsene “on the road” a 17 anni con i mammoni/e che ci restano fino a 40;

le rivolte studentesche con i filmati yoTube di questi anni;

la fuga dall’idea del lavoro ( il posto fisso per la vita ) come valore all’insicurezza precaria delle moltitudini;

le provocazioni iconoclaste e anticlericali alle oceaniche folle adoranti presenti ad ogni esternazione papale;

le miriadi di fogli ciclostilati, giornali, riviste, libri che facevano cultura e controinformazione alla valanga di copia/incolla dell’era telematica, e di questi paragoni se ne potrebbero fare a bizzeffe, allora ci si rende conto di quanto sia urgente disinquinare i propri neuroni e le proprie emozioni.

Di seguito metto una piccola bibliografia per chi volesse avventurarsi nella storia della cultura underground, mentre quella “sulla” cultura underground …. scavare, scavare

Letture Sotterranee

  • La cultura underground

Autore: Maffi Mario

Editore: Laterza data publ. 1972

Sono seguite ristampe e aggiornamenti

  • La nuova sinistra americana

Autore: Deodori massimo

Editore: Feltrinelli data publ. 1970

Introvabile

  • T.A.Z. Zone temporaneamente autonome

Autore: Bey Hakim
Editore: Shake data publ.: 2007

Il concetto di T.A.Z., ovvero le aree di società temporaneamente liberate dal capitalismo globalista, ha influito sia sulla riflessione dei centri sociaIi sia sulla scena della telematica alternativa.

  • Traveller e raver. Racconti orali dei nomadi della nuova era

Autore: Lowe Richard – Shaw William
Editore: Shake data publ.: 2007

Chi sono i traveller e i raver? Drogati che terrorizzano l’Inghilterra e l’Europa con i loro festival illegali, ballando tutta la notte? Un nuovo tipo di zingari, esuli del loro stesso potere?

  • Underground. Ascesa e declino di un’altra editoria

Autore: Ciaponi Francesco
Editore: Costa & Nolan data publ.: 2007

Un documentario sulla storia dell’editoria underground in forma di libro

  • L’immaginazione al podere. Che cosa resta delle eresie psichedeliche

Autore: non specificato
Editore: Nuovi Equilibri data publ.: 2005

A più di trent’anni di distanza alcuni osservatori analizzano il fenomeno psichedelico da punti di vista anticonformisti e provocatori

  • Neuropolitica. Il potere, la controcultura e l’America conforme

Autore: Leary Timothy
Editore: Castelvecchi data publ.: 2005

Timothy Leary è stato uno psicologo di fama mondiale, un professore espulso da Harvard, un paladino dell’evoluzione cerebrale, un celebre guru delle droghe, un filosofo da spettacolo e un prigioniero dell’Amministrazione Nixon.

  • Re nudo. Underground e rivoluzione nelle pagine di una rivista

Autore: Bertante Alessandro
Editore: Nda Press data publ.: 2005

  • Beat hippie yippie

Autore: Pivano Fernanda
Editore: Bompiani data publ.: 2004

Una saggio completo e chiaro che fa il punto della situazione su quello che fu il movimento giovanile negli USA negli anni anteriori al mitico Sessantotto e al suo confluire in vero e proprio impegno politico.

  • Cosmic playground. Insekten Sekte remix 1969-1975. Disegni e tracce dall’underground

Autore: Guarnaccia Matteo
Editore: Jubal data publ.: 2003

Insekten Sekte (“la setta degli insetti”, stampato dal ‘69 al ‘75) è stato uno dei più amati giornali underground italiani, rimasto nella memoria collettiva di quel popolo senza età né patria.

  • Libro: Hippies! Le culture della controcultura

Autore: Proietti Salvatore
Editore: Cooper data publ.: 2003

Gli hippies non sono solo un movimento importante del ventesimo secolo, ma anche il primo movimento del ventunesimo.

  • Ma l’amor mio non muore. Origini documenti strategie della «cultura alternativa» e dell’«underground» in Italia

Autore: non specificato
Editore: DeriveApprodi data publ.: 2003

  • Controcultura in Italia (1967-1977). Viaggio nell’underground

Autore: Echaurren Pablo – Salaris Claudia
Editore: Bollati Boringhieri data publ.: 1999

Il libro nasce con l’obiettivo di recuperare la storia della controcultura, un aspetto spesso minimizzato nelle ricostruzioni degli “anni ribelli” in Italia. L’”underground” preparò il terreno all’ondata sessantottesca, da cui poi fu sommerso.

  • I capelloni. Mondo beat, 1966-1967 storia, immagini, documenti

Autore: De Martino Gianni – Grispigni Marco
Editore: Castelvecchi data publ.: 1997

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2 risposte a “L’urlo dalla memoria

  1. Buondì

    ecco qui “un’improbabile lettrice” 😉 -che vorrebbe ringraziare:

    – per le splendide cose che state postando ultimamente

    – per i puntuali paragoni tra l’ora e l’allora contenuti in questo post, che -fosse solo per questioni anagrafiche- sono perfettamente in grado di apprezzare. Tuttavia, pur nello sfacelo, io trovo che i tempi di oggi siano a modo loro- interessantissimi; e credo che i piccoli segnali di dis/omologazione odierna (sono molti, e assumono forme diverse) vadano tutti incoraggiati senza troppi paragoni con l’esperienza del passato

    – per l’ampia bibliografia (a proposito: il libro di Mario Maffi fu ripubblicato nel 1980 in due volumi, sempre per Laterza)

    – per la coerenza di vita. Grandissima stima, respect.

    Buona vita a voi *

  2. Mi sono soffermato anch’io in questi giorni a raginonare sull’inevitabile fanfara di rimembranze del ’68. E sono altrettanto convinto che vi fosse una “logica” ed alcune “pratiche” da riscoprire. Ma ci sono un paio di cose che mi turbano… vado schematicamente ad illustrare:
    – Molti dei personaggi che si mossero in quel contesto sono “grandi vecchi”, enormi “tappi” culturali-politici (se non dei reazionari furiosi nei casi peggiori)
    – In molti casi il movimento era “anticapitalistico” dimenticando troppo spesso che il problema a sorgenti molto più antiche, il vero problema, a mio parere, fu la rivoluzione industriale.
    A questo proposito sto trovando interessanti gli scritti di Massimo Fini http://www.massimofini.it, anche se “politicamente” (per quanto nel mio caso sarebbe più corretto dire filosoficamente) mi allineo molto di più a Tom Hodgkinson (questo perchè non sono geneticamente in grado di prendermi troppo sul serio 🙂 )

    Salute!

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