. “Non sono tutte uguali le geografie”


Poesia di Wu Ming 1 contro la Tav.

wu mingNella testa di qualcuno
per andare da Torino a Lione
si passa per Genova, stazione Bolzaneto.
E dev’essere un treno
speciale
la sua meccanica dev’essere
quantistica
infatti va a zig-zag nel tempo
Fa scalo a Città del Messico
nel sessantotto
(fico, ci sono le olimpiadi!)
fa il pieno a Pechino, Piazza Tiananmen
nell’ottantanove
passa per Santiago del Cile
nel settantatré
e in altri bei posti, altri bei momenti
e non arriva mai in ritardo
spacca il minuto
coi manganelli
i passeggeri non mancano
una coincidenza (fortunelli!)
o un decennale
E corre corre corre sempre più forte
corre corre corre, verso la…
No, chiedo venia
Quella era un’altra canzone.
E allora pazza gioia, felicitas mundi
Partiremo puntuali per Lione
spaccando il minuto e le teste
passando per tanti bei posti.
Ho visto il meteo, lungo il viaggio
troveremo un po’ di nebbia
urticante
Non c’è da preoccuparsi, basterà
chiudere i finestrini
e affidarci a chi guida.
Chi guida
sa cos’è meglio per noi.

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La presa del potere


Oggi non mi viene mica  voglia di festeggiare la caduta del “gerarka” … ma dato che sono una personcina fine ed educata mi sembra pertinente condensare il ricordo di questi ultimi 60 anni attraverso una allegoria bucolica: ci siamo lasciati  inchiappettare prima dalla grande melanzana bianca, poi dal cetriolo garofanato ” … in seguito è toccato al “melone rugoso azzurro” alternato dalla zucchina panciuta bolognese… adesso ci tocca il grande cocomero Golmand Sachs … Io sono allergico a qual si voglia varietà di cucurbitacea …

quindi per riprendere speranza è meglio attrezzarsi all’ Occupy the garden

[parlato]: Un mastino. Un mastino nero, lucido, metallico. Un cane mastino con un occhio solo, vitreo, in mezzo alla fronte. Una mano che schiaccia un bottone. Dall’occhio del mastino parte un fascio di luce intensa, verdastra, elettrica…
Psss… psss… psss…
Avvolti in lucidi mantelli
guanti di pelle, sciarpa nera
hanno le facce mascherate
le scarpe a punta lucidate
sono nascosti nella sera.
Non fanno niente, stanno fermi
sono alle porte di Milano
con dei grossissimi mastini
che stan seduti ai loro piedi
e loro tengono per mano.
Han circondato la cittÃ
la stan guardando da lontano
sono imponenti e silenziosi.
Chi sono? Chi sono?
I laureati e gli studiosi.
E l’Italia giocava alle carte
e parlava di calcio nei bar
e l’Italia rideva e cantava.
Psss… psss…
Ora si muovono sicuri
coi loro volti mascherati
gli sguardi fissi, minacciosi
vengono avanti silenziosi
i passi lenti, cadenzati.
Portano strane borse nere
piene di oggetti misteriosi
e senza l’ombra di paura
stanno occupando i punti chiave
tengono in pugno la Questura.
Dagli occhi chiari dei mastini
parte una luce molto intensa
che lascia tutti ipnotizzati.
Chi sono? Chi sono?
L’intellighenzia e gli scienziati.
E l’Italia giocava alle carte
e parlava di calcio nei bar
e l’Italia rideva e cantava.
Psss… psss…
Ora lavorano più in fretta
hanno moltissimi alleati
hanno occupato anche la RAI
le grandi industrie, gli operai
anche le scuole e i sindacati.
Ora si tolgono i mantelli
son già sicuri di aver vinto
anche le maschere van giù
ormai non ne han bisogno più
son già seduti in Parlamento.
Ora si possono vedere
sono una razza superiore
sono bellissimi e hitleriani.
Chi sono? Chi sono?
Sono i tecnocrati italiani.
[parlato]: Eins zwei, eins zwei, alles kaputt!
E l’Italia giocava alle carte
e parlava di calcio nei bar…

La noia dell’indignazione


Lo ammetto: da una quindicina di giorni vocaboli astrusi, grafici incomprensibili, somme esorbitanti e inimmaginabili … sono entrate a fare parte del nostro quotidiano. Ti svegli e ti assale l’angoscia dello “spread bund-Btp“, mentre fai la colazione  stai con le orecchie tese per carpire  ogni variazione degli indici FTSEMib, Nasdaq, Stoxx50, durante  la giornata, mentre lavori o passeggi per l’orto, preghi sommessamente che non venga in mente a qualche ministro di rilasciare dichiarazioni farneticanti a Borse aperte … che sarebbe un disastro. Nulla da fare, l’economia finanziaria oltre ad essersi impossessata del pianeta si è anche impossessata dei nostri cervelli.Potrei tranquillamente dire: ma che mi frega a me delle Borse?? Mai avuto azioni o depositi o titoli … solo l’azione di Radio Popolare,che di per sé è un debito. Ho pure provato a capire cosa siano i “prodotti derivati” ma mi sono arreso quasi subito. Eppure questa entità sconosciuta e ostile che chiamiamo finanza sta facendo a pezzi e distruggendo il pianeta.

La crisi che galoppa per l’Europa e per gran parte dei paesi “occidentali” è stata provocata dalle banche, dalla finanza creativa e dalla speculazione: dopo aver messo sul lastrico un continente adesso se lo spolpano e intanto  affamano il resto del pianeta speculando sui terreni coltivabili e sui prodotti agricoli  utilizzati non per sfamare le popolazioni ma per la produzione di  biocarburanti.

Tutto questo orrore bussa alle nostre porte, che ci piaccia o meno condiziona e condizionerà pesantemente le nostre vite.

La litania dell’indignazione non basta … annoia.

Allora ascoltiamoci con attenzione e allegria questa “lezione” di rivolta e prepariamoci ad occupare Piazza Affari!

A scuola di rivolta – Franco Berardi Bifo | Through Europe from Through Europe on Vimeo.

A chi interessa l’area politico culturale a cui appartiene Franco Berardi “Bifo”, consiglio alcuni siti di riferimento:

Scepsi, Loop, Through europe

Per sempre ragazzo


Il 7 luglio è uscita, per Marco Tropea Editore, una raccolta di racconti e poesie in memoria di Carlo Giuliani: Per sempre ragazzo . A dieci anni di distanza dal G8 di Genova, trenta scrittori italiani hanno voluto raccontare e ricordare pensieri, emozioni, sensazioni che riportano il lettore al clima di quei giorni. Gli autori, la curatrice e l’editore devolvono l’intero importo di diritti e ricavi loro spettanti al Comitato Piazza Carlo Giuliani onlus.

Per sempre ragazzoGli scrittori che anno aderito sono Carmelo Albanese, Fulvia Alberti, Cristiano Armati, Nanni Balestrini, Francesco Barilli, Sergio Bianchi, Pino Cacucci, Massimo Carlotto, Geraldina Colotti, Maria Rosa Cutrufelli, Erri De Luca, Girolamo De Michele, Marco Di Renzo, Valerio Evangelisti, Annamaria Fassio, Roberto Ferrucci, Eros Francescangeli, Daniela Frascati, Ermanno Gallo, Fabio Giovannini, Giulio Laurenti, Paolo Nori, Alessandro Pera, Lidia Ravera, Marco Rovelli, Marco Sommariva, Paola Staccioli, Stefano Tassinari, Roberto Tumminelli, Lello Voce.

La postfazione è di Haidi Gaggio Giuliani. In appendice, una scheda sui fatti di Genova2001 a cura di Giuliano Giuliani.

Questo il contributo di Erri De Luca

 

Un proverbio persiano dice: «Se vuoi farti un nome,

viaggia o muori». Lui non voleva un nome,

quel mattino di luglio voleva andare al mare.

La strada era già un mare,

le ondate di migliaia dietro migliaia dentro le piazze,

i vicoli, nei viali, allagavano Genova città.

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Fermiamoli


Quello che ieri è andato in scena in Val Di Susa e una cosa che ci si aspettava da tempo ma si sperava non potesse accadere mai. L’assalto delle forze di polizia ha praticamente dato l’avvio ai lavori della TAV Torino Lione. La storia della “valle che resiste” è talmente nota da rendere inutile qualsiasi riassunto, qualsiasi narrazione e  le ultime notizie NO TAV le trovate sul sito.

scontri in val di susa 27 giugno

Penso sia chiaro a tutti che proprio sulla TAV si sia determinato un vero e proprio spartiacque non solo tra le forze politiche, culturali e sociali ma nell’idea stessa di futuro, nell’immaginario.Da una parte chi  nell’infinita e veloce circolazione di merci, nella continua crescita del PIL , nel primato della politica vede l’unica forma possibile di futuro e dall’altra chi pensa che questo futuro sia nella Decrescita dei consumi e delle produzioni, nel rispetto del pianeta e degli esseri che lo abitano, nelle decisioni partecipative delle comunità locali.

La Val Di Susa è un bene comune, per i suoi abitanti e per tutti noi, è la nostra Selva Lacandona, la nostra personale cartina di tornasole che ci rivela chi sono i nostri compagni e le nostre compagne di viaggio e chi invece va dalla parte opposta. Cosa accadrà nei prossimi giorni e nei prossimi anni, per fortuna, ancora non lo sappiamo ma in un qualche modo ci consideriamo Valsusini quindi difenderemo la valle, sentiamo che è importante per tutti noi.

Che fare?? Ricordiamoci cosa è accaduto per i referendum, facciamo continua controinformazione, passaparola, dialoghiamo, parliamo, scriviamo … chi può salga in valle. Poi boicottiamo quelle forze politiche (di governo e opposizione) favorevoli alla TAV, non votiamole quando verranno (prima o poi) le elezioni …. E Poi?? Poi continuiamo a fare quello che sappiamo fare: vivere degnamente il nostro tempo. Sarà Dura!

Partigiano Canobio


Il 25 Aprile per me rimane un giorno dedicato alle “memorie” ed evito di partecipare a manifestazioni e/o cortei che di fatto non fanno che imbalsamare questa data e tutta la Resistenza. Preferisco dedicare qualche ora alla lettura di alcuni libri di un caro amico: Ugo Scagni, ricercatore e storico della Resistenza in Oltrepò Pavese, terra in cui sono nati e vissuti i miei genitori. Mio padre era un partigiano combattente, venne ferito durante i rastrellamenti fatti dalle truppe mongole, ferito da ben sette colpi di mitraglia fu salvato da un contadino che lo nascose nella stalla nella mangiatoia delle mucche e poi lo trasportò nella neve fino a dove poterono curarlo … era l’inverno del 44’.

Dato che sono stato svezzato a pane e resistenza, ho conosciuto molti dei compagni di mio padre, durante i raduni partigiani, a Varzi, a Pecoraia, al Penice… Quegli stessi partigiani che erano tornati in montagna nel 46’ insieme ad un gruppo del cuneese ma questa è una storia dimenticata.

Mio padre riposa nel piccolo cimitero di Canneto Pavese, il posto della mia famiglia, sulla lapide oltre al nome – cognome – date di nascita e morte, c’è un’iscrizione che dice Partigiano Canobio: era il suo nome di battaglia, Canobio deriva da canapia ..naso grosso. La foto sulla lapide lo ritrae di profilo e si nota il suo naso “importante” ma quello che distingue l’immagine di Canobio da tutte le altre foto sulle lapidi è che lui “ride” !! Anzi sghignazza!! Qull’immagine l’avevo scattata durante un incontro tra partigiani italiani e iugoslavi verso la fine degli anni 70’

Il 25 Aprile per me rimane il giorno del Partigiano Canobio che ride… Ciao pà


L’uomo che perde i pezzi


Sei li bello tranquillo che ti gongoli nei tuoi lavoretti quotidiani mentre la radio ti vomita addosso la solita valanga di notizie abominevoli e/o terrificanti, sei li che ti crogioli nella tua beata normalità sentendoti al sicuro da ogni intrusione aliena, quando una  feroce intuizione si fa strada nel tuo cervello ormai pre-pensionato: “ho perso un pezzo di me!” Anzi … ne ho persi parecchi!!

Ma non è come nella canzone di Gaber :

 

Ahi, ahi, ahi, ahi!

Perdo i pezzi ma non è per colpa mia
se una cosa non la usi non funziona
ma che vuoto se un ginocchio ti va via
che tristezza se un’ascella ti abbandona.

Qui i pezzi sono quelli della sfera emozionale, sono pezzi di capacità cognitive, sono i pezzi che pensavi inossidabili e profondi delle esperienze e delle memorie.

Dello smarrimento, della perdita te ne accorgi pensando sconsolato alle reazioni ciniche e indifferenti  che hai verso tutto quello che accade in un mondo che, volente o nolente inizia appena fuori dal cortile di casa, te ne rendi conto palpando con sgomento il bozzolo formatosi nel letargo neuronale che si è impadronito della tua testa.

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