Fermiamoli


Quello che ieri è andato in scena in Val Di Susa e una cosa che ci si aspettava da tempo ma si sperava non potesse accadere mai. L’assalto delle forze di polizia ha praticamente dato l’avvio ai lavori della TAV Torino Lione. La storia della “valle che resiste” è talmente nota da rendere inutile qualsiasi riassunto, qualsiasi narrazione e  le ultime notizie NO TAV le trovate sul sito.

scontri in val di susa 27 giugno

Penso sia chiaro a tutti che proprio sulla TAV si sia determinato un vero e proprio spartiacque non solo tra le forze politiche, culturali e sociali ma nell’idea stessa di futuro, nell’immaginario.Da una parte chi  nell’infinita e veloce circolazione di merci, nella continua crescita del PIL , nel primato della politica vede l’unica forma possibile di futuro e dall’altra chi pensa che questo futuro sia nella Decrescita dei consumi e delle produzioni, nel rispetto del pianeta e degli esseri che lo abitano, nelle decisioni partecipative delle comunità locali.

La Val Di Susa è un bene comune, per i suoi abitanti e per tutti noi, è la nostra Selva Lacandona, la nostra personale cartina di tornasole che ci rivela chi sono i nostri compagni e le nostre compagne di viaggio e chi invece va dalla parte opposta. Cosa accadrà nei prossimi giorni e nei prossimi anni, per fortuna, ancora non lo sappiamo ma in un qualche modo ci consideriamo Valsusini quindi difenderemo la valle, sentiamo che è importante per tutti noi.

Che fare?? Ricordiamoci cosa è accaduto per i referendum, facciamo continua controinformazione, passaparola, dialoghiamo, parliamo, scriviamo … chi può salga in valle. Poi boicottiamo quelle forze politiche (di governo e opposizione) favorevoli alla TAV, non votiamole quando verranno (prima o poi) le elezioni …. E Poi?? Poi continuiamo a fare quello che sappiamo fare: vivere degnamente il nostro tempo. Sarà Dura!

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Bentornato Carlo


Rinevica… che fare in giornate come questa? Leggere vicino alla stufa e fare scorrere i pensieri…

Alcuni giorni fa avevo postato il video “La tribù delle noci sonanti” trasmesso da rai3, video che riassume l’esperienza di vita di Fabrizio e Gessica in quel delle Marche. La loro storia è per molti versi simile a quella di Felice del Seminasogni, degli Elfi della  Sambuca Pistoiese e dei tanti sconosciuti riabitanti ai confini tra selvatico e coltivato. Anche la nostra attiene a quelle storie.

I vari racconti apparsi su questo blog hanno interessato migliaia di lettori, segno che, nonostante questi stili di vita siano difficilmente riproponibili e riproducibili, un certo desiderio di cambiamento, di rottura degli schemi e dei ritmi di vita circola in ristrette minoranze sensibili.

Ma tra questo e rappresentare un altro mondo possibile ne corre.

Noi ci consideriamo una generazione o meglio una tribù di transizione, tribù che ha sperimentato un passaggio, cercato una via di fuga e anche di cambiamento

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L’acqua non è una merce


L’acqua è una merce: con un decreto del 10 settembre scorso (D.L. 135/09, Art. 15) il Governo regala l’acqua ai privati, sottrae ai cittadini l’acqua potabile, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.

A dirla così è una di quelle notizie che ti fanno odiare la politica, la società, il genere umano … e pure una qualche divinità a scelta.

A dormirci sopra qualche notte ti rendi conto che siamo all’epilogo delle “belle speranze” e che la devastazione culturale che sta traversando questo pianeta è anche provocata dal ritiro che ciascuno di noi ha compiuto, ritiro nel proprio orto, nel proprio giardino, nel proprio televisore, nel proprio amore, nel proprio lavoro …

Buona cosa è seguire il  Forum italiano dei movimenti per l’acqua e comunque la pensiate, la prossima volta che andate a votare provate a guardare le risposte dei vari dirigenti del PD in corsa alle primarie sulla questione della gestione pubblica delle acque

Cosa pensate della gestione publica dell'acqua?

Se poi pensate che esagero con il pessimismo ( in effetti in questo periodo mi viene lo sguardo cupo), leggetevi questo libro  di ‘Riccardo Bocca: GLI ANNI FEROCI’ la cui presentazione viene da Carmilla on line.

Se non ti occupi di politica, prima o poi la politica si occupa di te


L’amico Magius ci invia questa lettera che prontamente proponiamo invitando gli improbabili lettori a leggere bene e diffondere

action-at-the-nuclear-power-plIn Italia la localizzazione delle centrali nucleari verrà imposta alle
popolazioni locali con l’esercito.
Anche volendo, addio decrescita felice.


Il nucleare rientra nei “progetti bellici”. Ecco come ci imporranno le
centrali in Italia

Proprio in questi giorni, a Flammanville, l’Enel ha stabilito l’anno
in cui la prima centrale nucleare italiana inizierà a funzionare. Il
2020. I loro esperti considerano questa data come “realistica” e
spiegano che l’avvio degli altri reattori avverrà alla scadenza dei 18 mesi per ogni nuovo impianto e incredibilmente si è già stabilita la data per la prima colata di calcestruzzo dell’edificio del reattore,

che sarà per il 9 luglio 2015. Tutte tempistiche calcolate valutando
sia i tempi di costruzione, sia i tempi politici del dibattito e dei
permessi e stabilendo anche che l’agosto 2011 sarà il mese in cui si
otterranno i permessi per il sito e il maggio 2013 sarà invece la data
in cui verrà rilasciata “la licenza integrata per costruzione ed
esercizio”, dando cosi il via a tutte le procedure subito antecedenti
alla costruzione. L’atteso e più vicino 10 ottobre 2010 sarà il giorno
in cui si deciderà la città della prima centrale nucleare e
probabilmente sarà anche la data dell’inizio di altri problemi per
questo eseguivo.

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Surplus terrorized into being consumers


Questa è la prima di molte parti in cui è suddiviso il video  (lo rintracciate su you tube e altre piattaforme) quella seguente  è la versione integrale di oltre 45 minuti, con un commento di J. Zerzan). Vale la pena di vederlo e condividerlo.

La lettera che tutti abbiamo ricevuto


barcone_migranti_N

Bifo ha ricevuto una lettera che trascriviamo in questo post, l’abbiamo ricevuta in molti, anzi moltissimi e probabilmente se guardate nella cassetta della posta … vi accorgerete che  è arrivata pure a voi.

“…Sono rientrato a casa dopo un lungo giro in bicicletta. Per terra, all’entrata, una busta, che qualcuno aveva infilato sotto la mia porta. Mi sono chinato col cuore in gola per raccogliere la busta in questi tempi di corvi svolazzanti, l’ho aperta con mani tremanti, ho sfilato il foglio che ci stava dentro e ho letto il messaggio – scritto in centoventisette lingue. Trascrivo qui la versione italiana, naturalmente.
Essa dice così:

“Cari lombardi ed emiliani, bianchi cristiani ed ariani, forse è meglio parlarvi con chiarezza prima che accada l’irreparabile. Noi siamo cinque miliardi. Yoruba e pashtun, azeri e moldavi, tamoul e roma, banghal e dogon guarani e alawit. Insomma negri, ma tanti. E non smettiamo di crescere di numero mentre voi lombardi ed emiliani bianchi cristiani ed ariani tendete verso l’estinzione, quanto a numero forza e intelligenza.

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Ma cosa è questa crisi? (seconda parte)


MA COS’E’ QUESTA CRISI ?

IL CRACK DELLA FINANZA SPIEGATO AL POPOLO (PARTE SECONDA)


Una premessa alla seconda parte

La prima parte di questo intervento ha suscitato varie reazioni, per lo più positive. Non è però mancato qualche commentatore che ha approfittato del pezzo per attaccarmi, in genere aggrappandosi a cose che con l’articolo non avevano nulla a che vedere. Il caso più clamoroso, per poca intelligenza, è quello di un tizio che si è valso del sottotitolo – “Il crack finanziario spiegato al popolo” – per accusarmi di volermi atteggiare a intellettualino che parla ai classici “poveri ignoranti”. Non ha colto l’intenzione ironica, né l’avvertimento che la trattazione dell’argomento sarebbe stata di stile colloquiale.
A parte i casi palesi di imbecillità, c’è stato anche chi, prendendo a pretesto una mia frase volutamente paradossale – sugli Stati Uniti che “non producono un cazzo” – ha voluto elencarmi tutta una serie di beni che gli Usa invece producono, dalle sigarette Marlboro, agli aerei, alle biotecnologie.

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