. “Non sono tutte uguali le geografie”


Poesia di Wu Ming 1 contro la Tav.

wu mingNella testa di qualcuno
per andare da Torino a Lione
si passa per Genova, stazione Bolzaneto.
E dev’essere un treno
speciale
la sua meccanica dev’essere
quantistica
infatti va a zig-zag nel tempo
Fa scalo a Città del Messico
nel sessantotto
(fico, ci sono le olimpiadi!)
fa il pieno a Pechino, Piazza Tiananmen
nell’ottantanove
passa per Santiago del Cile
nel settantatré
e in altri bei posti, altri bei momenti
e non arriva mai in ritardo
spacca il minuto
coi manganelli
i passeggeri non mancano
una coincidenza (fortunelli!)
o un decennale
E corre corre corre sempre più forte
corre corre corre, verso la…
No, chiedo venia
Quella era un’altra canzone.
E allora pazza gioia, felicitas mundi
Partiremo puntuali per Lione
spaccando il minuto e le teste
passando per tanti bei posti.
Ho visto il meteo, lungo il viaggio
troveremo un po’ di nebbia
urticante
Non c’è da preoccuparsi, basterà
chiudere i finestrini
e affidarci a chi guida.
Chi guida
sa cos’è meglio per noi.

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Il dolore e l’ipocrisia


Da un poco di tempo le associazioni e i gruppi vegani e vegetariani stanno prendendo di mira la macellazione degli animali provenienti dagli allevamenti “biologici” facendo notare che, per quanto allevati a terra, nei pascoli, in situazioni ambientali non costrittive, alla fine gli animali vengono uccisi come gli altri e per lo stesso motivo: essere trasformati in cibo. Ed è proprio così … per quanto si tenti di spiegare la differenza di qualità di vita tra un allevamento industriale e uno biologico … la fine è identica: morire per finire nel nostro piatto.

Manifesto animalista

Presso i “popoli nativi” l’uccisione dell’animale era ed è sempre accompagnata da preghiere o riti di ringraziamento per il sacrificio o scusa per la morte arrecata … ma molto probabilmente a nessun animale  interessavano e interessano queste scuse o preghiere: il suo istinto è vivere … vivere e procreare. Il cibo di origine animale che noi consumiamo provoca una sconfinata, immensa e indicibile spirale di sofferenza e morte.

Nel mondo naturale, che tanto ci affascina, meraviglia e commuove … l’imperativo è: vivere, nutrirsi e riprodursi. Il fiero lupo, la nobile aquila, il delfino … tutti i predatori insomma uccidono e mangiano le loro prede … quindi anche il ciclo di vita-morte che sovraintende tutte le forme animate è, nello stesso tempo, un infinito susseguirsi di sofferenze : senza morte non sarebbe la vita.

Ma noi umani facciamo di più: ogni nostra attività, ogni oggetto che usiamo, ogni cosa che possediamo ha provocato e provoca da qualche parte del pianeta  l’identica spirale di sofferenza e morte. Basta pensare alla storia del petrolio, delle materie prime, alla colonizzazione, all’industrializzazione, all’agricoltura intensiva … l’elenco sarebbe infinito. Se non usi scarpe in cuoio le usi in materiale sintetico derivato dal petrolio … se mangi cibo biologico lo puoi fare grazie all’uso di concimazioni a base di letame (che proviene da allevamento animale) …

Appena il sistema economico in cui tutti viviamo, più o meno bene,  a cui tutti partecipiamo in differenti forme e con differenti gradi di consenso o dissenso, comincia entrare in crisi … appena il tasso di crescita si arresta o scende di mezzo punto … ovvero appena abbiamo meno soldi per consumare e meno opportunità di lavorare, produrre e guadagnare … andiamo nel pallone. Ci fosse uno straccio di forza politica, di movimento sindacale, di movimento di protesta, di piazza indignata che proponga e lotti per la diminuzione della produzione, del consumo e del lavoro.

Questo tempo che viviamo è talmente complesso, interdipendente che a nessuno di noi sono concesse vie di fuga: partecipiamo attivamente tutti alla costruzione del dolore planetario.

Il poeta Gary Snyder diceva che l’unica cosa che possiamo fare è vivere con attenzione e leggerezza cercando di provocare la sofferenza minore al pianeta e di riparare ad alcuni dei danni  che provochiamo, quando ci è possibile. Credersi innocenti è un puro esercizio di ipocrisia.

L’ecologia profonda del silenzio


Ecologia Profonda e Bioregionalismo sono due filosofie o ecosofie  che ridisegnano il rapporto tra uomo e natura, sono visioni che permettono di rinnovare la nostra cittadinanza nella Terra attraverso uno stile di vita che tenga conto della necessità e del diritto per tutti, umani e non-umani, di vivere una vita dignitosa e significativa.

Come spesso accade il senso intimo di questi due termini “Ecologia Profonda e Bioregionalismo” è spesso stato modificato, piegato, adattato ad altre filosofie e ideologie, a differenti modelli di pensiero quindi capita di leggere e ascoltare di Bioregionalismo e secessione, Ecologia Profonda e Bhagavad Gita, Bioregionalismo e Era Ecozoica, Ecologia Profonda e Ecologia Sociale , Bioregionalismo e Anarchia …

Io non mi sento di criticare queste interpretazioni, ne di  inoltrarmi in dotte ed erudite dissertazioni, mi sento di vivere in un tempo in cui l’eccedenza di parole mi lascia indifferenta … meno ancora mi sento di dire che “pratico” queste ecosofie: nel mondo moderno e globalizzato ogni nostro gesto, ogni nostra azione provoca talmente tanti danni da qualche altra parte del pianeta che con tutta onestà posso solo pensare di praticare uno stile di vita tendente a ridurli e a ripararne, nel mio piccolo, alcuni.

Ma ci sono dei momenti, degli attimi in cui mi sento immerso in queste visioni di vita, in cui mi sento parte “organica” di un rinnovato rapporto con la Terra. Capita di passeggiare intorno a casa, di lavorare nell’orto o di starsene seduti sotto la chioma di un albero … guardarsi intorno e accorgersi che il nostro sguardo, i nostri sensi si sono fatti più acuti: quello che era un paesaggio consueto, normale diventa improvvisamente più nitido … ne scorgiamo particolari infinitesimali, assaporiamo  un caleidoscopio di odori, ascoltiamo un emozionante polifonia di suoni, godiamo di una infinita varietà di toni di colore … e ci sentiamo per interminabili istanti parte di quella meraviglia. E’ come trovarsi in una sorta di “stato di grazia” in cui ci rendiamo conto che il solo pensare di codificarlo con un pensiero razionale,  raccontarlo pronunciando parole … spezzerebbe l’incanto. Capita anche che tutto questo avvenga ancora più prepotentemente in alcuni luoghi diciamo “speciali”. Mi e capitato dentro a boschi dell’appennino ligure e toscano, piccole valli alpine, torrenti infrascati … è capitato di camminare tra i rumori, i colori e gli odori di un bosco, di quelli fitti e selvaggi dove la presenza umana da tempo non lascia le sue tracce … camminare e a un tratto accorgersi che i rumori sono cessati, l’aria è immobile e persino il tempo sembra sospeso … in questo silenzio quasi irreale persino i miei passi leggeri e attenti sono fuori posto, superflui. Mi siedo con la schiena appoggiata ad un albero, ficco le mani nel tappeto di foglie fino a ficcarle nella terra umida e scura … anche la mente si svuota, il respiro rallenta … mi sento come una parte di quel luogo  per un tempo indefinito e indefinibile.

Poi bisogna tornare, abbandonare quella visione, quello stato di grazia che ci è stato concesso per poco o per quanto basta a ricordarci cosa abbiamo perso per sempre.

Nel prossimo secolo,

o in quello successivo,

dicono,

ci saranno valli, pascoli

in cui ci incontreremo, se ce la facciamo.

Per scalare queste cime,

un parola per te,

per te

e per i tuoi figli:

state assieme,

imparate dai fiori,

siate lievi

(Gary Snyder “for the children”, Turtle Island)

Poesia per “loro”


Gary Lawless

Per coloro che metterebbero in pericolo la foresta

Gli spiriti degli alberi abbattuti,

gli spiriti delle piante,gli spiriti del muschio, gli spiriti della roccia

ti affidano un inferno

senza uccelli, un arido inferno di scorta dove

il tuo nome non sarà noto –

sarai conosciuto come desolazione,

distruttore di pianeti, anima solitaria che

vive senza l’amicizia della vita,

senza il conforto delle specie –

i fantasmi di coloro che hai

messo da parte ti seguiranno appena

ti muoverai verso aridità, polvere

e cieli vuoti –

di sicuro la bontà e la pietà

lasceranno intatta la tua vita miserabile,

come se tu abitassi per sempre in

una terra senza vita,

cercando di ricordare il suono

degli uccelli, il suono del vento,

il suono del tuo cuore.

Di Gary Lawless tratto da Caribuddismo

ed. Arcobaleno fiammeggiante

Incontro del C.I.R. settembre 2011


Cerchio durante un RainbowL’incontro del C.I.R. (Corrispondenze Informazioni Rurali) si svolgerà dal 20 al 26 Settembre 2011
Ci ospiteranno i ragazzi di CERRO BALESTRO (Massa Marittima) un ecovillaggio nascente in Toscana…
sono per ora una famigliola pronti ad aprirsi a nuovi compagni di viaggio… hanno organizzato tutto con amore…ci saranno anche attività creative..gioco lavoro arte!!!…
VENITE NUMEROSI E VOLENTEROSI!!!!!!
Qui di seguito le loro proposte scansionate in PRE C.I.R…e C.I.R.
COSINE DA PREPARARE PRE C.I.R. , INIZI DAI PRIMI DI SETTEMBRE.
  • DECESPUGLIARE per creare spazi per le tende
  • CREARE FUOCHI CUCINA
  • SPOSTARE MATERIALI PER LIBERARE I POSTI IN PIANO
  • DOCCE…per ora sul terreno abbiamo 1 compost toilet e 2 docce fatte con le taniche.
l’acqua che usiamo per ora è dell’aquedotto quindi faremo un cappello per l’acqua,
ecc…

PORTARE ATTREZZI DA LAVORO, GUANTI..

IMPORTANTE CONTATTARE PRIMA DI VENIRE PER EMAIL (0fireworks0@gmail.com)
OPPURE PER TEL 3391870011\3405664248
I LAVORI CHE CI PIACEREBBE FARE A CASA DURANTE IL C.I.R. SONO:
  • una compost toilet,
  • una cucina comune all’aperto,
  • impostare il nuovo orto e gli alberi da piantare
  • chiudere la cucina della casa con balle di paglia intonacate con argilla
  • E a seconda delle competenze che arriveranno al C.I.R. si deciderà per un lavoro o per un altro
WORKSHOP CREATIVI:
-ho chiesto a Sibi di fare  in una delle 6 giornate corso di danza creativa un pomeriggio per 1h e mezza 
-Valeria una mia amica vorrebbe fare o tutte le mattine o le 3 mattine degli ultimi 3 giorni yoga per 1h e mezza,poi chi vuole proporre corsi …sto contattando 2 miei amici che fanno acroyoga (un mix di massaggio in posture di yoga
acrobatiche),e una signora che vive qui vicino che vuole venirci a
trovare 1 giorno al C.I.R. che è reiky master….
sarebbe bello fare un cappello per il cir uno per la casa uno per i corsi.

RACCOMANDAZIONI...
_CI PIACEREBBE CHE NON CI FOSSE ALCOOL!!
_IMPORTANTE NON PORTARE CANI!!

_PORTARE POSATE E PIATTI  E BICCHIERI (non ne abbiamo proprio)

_SE QUALCUNO CE LI HA 2 PENTOLONI BIG FAMILY…noi ne abbiamo solo 1 (vediamo gli elfi..)
_TELO GRANDE IMPERMEABILE O ANCHE TELI..PERCHè SE PIOVE NON C’è POSTO AL COPERTO…vediamo gli elfi..con il mitico tendone…

PARCHEGGIO:

IL POSTO PER IL PARCHEGGIO E’ STATO TROVATO MA NON PUò CONTENERE COMUNQUE MOLTE AUTO, QUINDI VALE SEMPRE IL DISCORSO DI VENIRE IL PIU’ POSSIBILE CON I MEZZI PUBBLICI O DI
RIEMPIRE LE MACCHINE, POI A CHI VIENE CON IL CAMPER CONSIGLIAMO DI
PORTARE COMUNQUE UNA TENDA PERCHè IL PARCHEGGIO è A 1,5KM DA CASA E
CON POCHISSIMO SPAZIO IN PIANO.
CIBO:
-CIBO FRESCO SI VA DA UNA CONTADINA QUI VICINO CHE VENDE VERDURE
FRUTTA E UOVA BUONISSIME E A POCO SE SI VOGLIONO FORMAGGI DI PECORA O
DI CAPRA ABBIAMO VICINI CHE FANNO FORMAGGI SANISSIMI E BUONISSIMI PER
LATTE DI CAPRA C’è IL VICINO (POSSIAMO ANDARCI ANCHE A PIEDI )CHE CE
L’HA PER FARE YOGURT,MANCA SOLO IL SECCO(SE CI FATE SAPERE QUANDO FATE
L’ORDINE CI AGGIUNGIAMO PER COMPRARE ANCHE PROVVISTE PER CASA-C’è UNA
DITTA OTTIMA A POCA PREZZO SI CHIAMA IL FRANTOIO E STA FROSINONE….)

STRADA…
per arrivare da noi:
dall’aurelia si esce a Follonica est,si segue per Massa marittima;superata massa marittima(senza salire in città) c’è una grande rotonda,si va a dx per Prata,si supera il bivio per  Prata(senza entrare nel paese)dopo circa 2 km c’è un bivio che segna Tatti 8 km si segue per Tatti al km 5,5(dopo due o tre km) della strada provinciale cerro balestro a dx c’è un bivio sterrato per “Villa Tatti” si scende giu nella strada sterrata frontale,finita la dicesa c’è un bivio,si va a sinistra per il Saragio\Villa Tatti,si supera Villa Tatti dopo circa 200 m c’è un bivio che indica “Ragnaia” in giallo li si scende A PIEDI per 600 m e si arriva solo da noi.
questa è la strada ora in questi giorni contatto la vicina per usare il suo terreno come parcheggio perchè da noi non possono arrivare le macchine e la strada ha poco parchreggio,comunque troveremo un vicino con animo nobile per farci parcheggiare….(Il parcheggio verrà indicato con cartelli)quello che  raccomandiamo è di venire con meno auto possibili,perchè c’è veramente poco parcheggio,c’è la corriera  che arriva alle 5 del pomeriggio al bivio di strada sterrata (al km 5,5 dopo tatti bivio Villa Tatti) tutti i giorni tranne la domenica(parte  da Ribolla) e a Ribolla si arriva con la corriera da Grosseto.è consigliato arrivare con i mezzi pubblici o con macchine caricate con 5 persone,per avere meno mezzi parcheggiati.

Bioneers


Chi ogni tanto transita per il blog si sarà accorto della nostra attenzione per le culture alternative degli anni 60-70, non a caso, visto che gran parte delle teorie e pratiche di autosufficenza, ecologia profonda, bioregionalismo, agricoltura naturale …nascono in quel periodo.

Ad esempio, quasi nulla si ricorda e conosce dell’esperienza di Ruth Stout, famosa in America per il suo metodo agricolo, il “no-work mulching system” (sistema del non lavoro, della non aratura, della pacciamatura) e anche per aver contribuito assieme a Helen e Scott Nearing (Bibliografia Helen Scott Nearing la trovi QUI) alla nascita e diffusione del movimento di ritorno alla Terra tra la fine degli anni 50 e gli anni 60.


Ruth Stout è morta nell’estate dell’80 poco dopo che la rivista Harrosmith aveva pubblicato un lungo articolo con intervista sulla sua vita e sul suo metodo agricolo, mostrando stretta interconnessione tra il suo carattere eccentrico, anticonformista e rivoluzionario e le scelte e il metodo di lavoro che aveva creato.

E’ morta a 96 anni, dopo una vita intensissima, piena di interessi, attività, rapporti umani, studio e lavoro. E’ stata proprio la sua esigenza di conciliare il suo lavoro intellettuale con quello manuale, l’autosostentamento (garanzia di indipendenza) con i suoi infiniti interessi politici, artistici e culturali, il lavoro della terra con il rapporto con la gente, a farle inventare e sviluppare questo “no work gardening system”.

Effettivamente all’inizio si trattava solo di un metodo, elaborato con intelligenza e intuizione per ridurre il tempo dedicato al lavoro dell’orto, a vantaggio delle altre attività che molto più appassionavano Ruth, ma poi con il tempo è diventato l’effettiva espressione di una mentalità ecologica radicale, della conoscenza e amore per la natura e per la Terra che Ruth aveva sviluppato.

La caratteristica fondamentale del metodo è la non aratura e la pacciamatura (mulch) abbondante, mantenuta e integrata per tutto il corso dell’anno. Ruth lo ideò osservando i letti di asparagi e altre piante perenni nel suo orto biologico e notando che queste piante crescevano ogni anno rigogliosamente senza mai arare o zappare la terra intorno; lo stesso poteva valere per tutte le altre piante.Il sistema di pacciamatura sviluppato le permetteva di avere raccolti abbondanti, orti perfettamente sani e con rarissimi problemi di parasiti o altro.Ha continuato a coltivare il suo orto anche dalla carrozzella, nei suoi ultimi anni di vita, orgogliosa di dare una prova di efficenza e semplicità del suo metodo. Possimo definire,sperando nessuno se la prenda, il metodo di Ruth come anticipatore dell’agricoltura sinergica, ma soprattutto la sua storia ci indica come culture alternative e metodi di Agricoltura naturale siano interconnessi e complementari, e che metodi e pratiche slegati e estrapolati dell’umus culturale in cui sono nati alla lunga insteriliscano e perdano sapore.

Devo ringraziare Marco Arduini che nel dicembre 1981 tracciava una breve storia dell’esperienza di Ruth Stoutsul n° 16 di AAM Terra Nuova, da cui ho liberamente tratto questo post.

Pensate che la meno sugli anni 60′ …?? Figuratevi che persino l’esperienza della così detta “Guerrilla Gardening” nasce da li… 1973 o poco prima

Vento caldo


Nel giro degli ultimi 90 giorni è piovuto in maniera consistente solo una volta, sono 40 giorni che non cade una goccia d’acqua e le previsioni a lungo termine dicono che non pioverà. Come non bastasse da almeno 14 giorni, dalla tarda mattinata si alza un vento impetuoso che dura fino a tarda notte … abbatte alberi, spacca rami, scarapulta i sostegni dei pomodori, dei fagioli … falcidia la frutta, praticamente tutta a terra. I caprioli, spinti dalla fame hanno rasato l’orto: niente più bietole, coste, insalate, fagiolini, barbabietole …  Ma la cosa più preoccupante è che sono letteralmente scomparsi gli insetti ippollinatori: niente api, bombi, farfalle … non si vedono neanche vespe, calabroni … perfino le cincie, i pettirossi, i rigoli, i passeri … ho messo vaschette di acqua in giro ma nulla …!

Il fico abbattuto dal vento

Cavolo … un mezzo disastro! Lo scorso anno era stato asciutto ma questo è veramente disastroso.

Toccherà ripensare e riprogettare tutto l’orto, ridurlo (parte ho dovuto letteralmente abbandonarlo), recintarlo anche se non mi sono mai piaciuti i recinti e pensare a un qualche modo di riciclare l’acqua … ma l’orto grande è molto distante da casa mentre nelle vicinanze per ora ho un ortino di insalate, carote e prezzemolo. E dire che il Medo, in uno dei suoi fulminati commenti, aveva predetto un clima irlandese e consigliato abbondanza di cavoli … la cosa mi aveva fatto felice dato che il mio clima ideale sia fisicamente che mentalmente non supera i 20 gradi … !

Mandorlo

Il grande mandorlo spaccato

Vedremo cosa ci aspetta, intanto il vento caldo ha ripreso a soffiare, io socchiudo le persiane e gli occhi, penso a come sarebbe bello uscire nel verde delle colline irlandesi, farsi avvolgere dalla bruma e incamminarmi verso il Pub sotto una pioggia sottile e melanconica. Accidenti … forse vivo nel tempo sbagliato e in un luogo sbagliato.