Composto dei Templari


Il composto dei Templari

 

 Una storia antica

La sua origine risale al XII secolo; Laurent Dailliez che si interessava alla storia dei Templari, ne venne a conoscenza in seguito al ritrovamento di un documento dell’abazia cisternense di Fitero in Spagna nel 1967. In tale documento vi era la descrizione del presente metodo di compostazione fatto dai monaci di quel tempo. Più recentemente Armand Ell ebbe l’occasione di cominciare le sperimentazioni pratiche d questo metodo in un terreno vicino a Bruxelles. Si possono avere informazioni presso il Service de plantation de la Commune de Sckaerbeck, 411 Boulevard Lambermont – 1030 Bruxelles tel. 7331164

 

Il composto dei templari è anche conosciuto come “composto vivo di arbusti” al contrario di composti prodotti con materiali morti in partenza: scarti di cucina, letami, segatura, ecc. o anche come metodo “Jean Pain” conosciuto per i suoi esperimenti sul biogas derivato dal composto.

Il principio nato dall’osservazione, è molto semplice: occorre rendere alla terra la sua fecondità, cioè riportargli l’humus che secoli di produzione hanno estinto. Si deve ricreare il ciclo naturale; non distruggere gli insetti che hanno tutti una loro utilità e che lavorano per noi oltre a cercare di mantenere la continuità della catena biologica per non creare disequilibri.

La foresta è un valido esempio; tutto è simile a come era all’inizio, è un insieme armonioso, nessuno ha mai visto inaffiare la foresta eppure tutto cresce e gli alberi diventano centenari se l’uomo lo permette.

La foresta non ha bisogno di nessuno, fabbrica il suo humus da se, gli insetti ci vivono bene e i predatori si incaricano di mantenere l’equilibrio. La stessa cosa può succedere con il nostro orto: le piante possono e devono cavarsela da sole: lasciate a se stesse capteranno la più piccola goccia di rugiada, si ripareranno dai rigori climatici ripiegandosi su se stesse e avranno un ottima resistenza purché il suolo che le nutre sia ricco in humus vivente.

Il testo qui riportato è la traduzione dal francese di un ciclostilato presentato dall’autore Armand Ell durante un audìovisivo che mostrava la preparazione, fabbricazione e utilizzo del “Composto dei Templari” nel centro scuola della Fraternité Bianche Universelle a Bonfin in Francia nel settembre del 1983.

Materiale necessario

• 2 vasche da 100 litri ciascuna ( ìn cemento, plastica ) non metalliche un’area di cernita per separare tutto ciò che non è fibroso

• un’area di compostaggio in terra battuta per la fabbricazione del mucchio, acqua piovana, una sagoma per misurare le dimensioni del mucchio.

Si deve preparare il mucchio 4 mesi prima della sua utilizzazione, ad esempio se si prevede di compostare tutto l’orto in marzo, in ottobre occorre costituire il mucchio.

L’intera procedura comprende: da 1 a 2 giorni per la raccolta, scelta e triturazione – 1 giorno per la macerazione – 21 giorni per il compostaggio ( fermentazione anaerobica ) – 90 giorni di compostaggio aerobico.

Preparazione

Raccolta del materiale vegetale vivo. Si devono prendere le foglie e i rami in vegetazione dalla primavera all’autunno. Vanno bene cespugli, arbusti, ramaglie in via di lignificazione, tagli di siepi, di roseti, di rovi ecc… nel caso di preparazione manuale del composto vivente non si deve mai superare lo spessore di 8 mm, la lunghezza non ha importanza.

Per la preparazione meccanica (con trituratore) si può utilizzare qualsiasi diametro purché lo si riduca ad un massimo di 8 mm di spessore.

Sono sconsigliate le piante resinose, quindi niente aghi di pino, abete, o lance, poiché darebbero una decomposizione troppo lenta, scarsamente basica e troppo acida. E sconsigliato pure l’uso di erba tagliata, steli graminacei di orzo, grano, segale, fieno e paglia. Dopo la raccolta si porta tutto il materiale nell’area di compostaggio e si sceglie tutto ciò che non è semilegnoso e lo si mette da parte per essere usato per un composto normale. Tutto ciò che è verde, soffice e inferiore a 8 mm di spessore non deve essere tritato.

Macerazione

Il materiale tritato deve essere immerso entro 12 ore (mai oltre le 24 ore per evi tare l’essicamento della linfa che costituisce la parte viva  del composto). Non gettare il succo; servirà di fermento per le macerazioni successive, fatte in vasche di cemento o plastica, non metalliche. L’immersione dura 24 ore, per esempio dalle 10 del mattino alle 10 del mattino seguente. Il materiale deve essere mantenuto sott’acqua con dei pesi. Sì ritira poi il tutto con una forca e lo si pone nel mucchio d’attesa.

Precompostaggio

Con la materia vegetale impregnata d’acqua si confeziona un mucchio pressato che rimane sul terreno per 21 giorni minimo.

Questo mucchio deve avere un volume minimo di 4 metri cubi può essere  preparato in più giorni o in più settimane (ciò rende il metodo più accessibile) e il precompostaggio di 21 giorni comincia quando il mucchio è terminato  secondo le misure e il volume desiderati. La fermentazione batterica si manifesta velocemente con un calore che può arrivare a 60-80° Si possono fare diversi mucchi purché di un minimo di 4 metri cubi. Passati i 21 giorni si apre il mucchio con un rampino o con una forca e lo si area.

Compostaggio

Si traccia sul suolo una base di m 2,20 e si pone al centro (vedi disegno) Si può utilizzare una sago ma a T rovesciata per poter fare le misure esatte, che è poi indispensabile rispettare per l’’allestimento del mucchio – la lunghezza non è limitata: dipende dal volume del mucchio.

Al contrario del precompostaggio il materiale vegetale in decomposizione sarà molto areato e una volta terminato il mucchio lo si coprirà con 2 cm di terra o sabbia senza pressare. Si riparerà poi dal vento coprendo il tu to con ramaglia o altro materiale (non plastica) e si lascia compostare per 90 giorni.

Questo composto può essere usato solo in superficie, per le semine in fila o a spaglio procedere nel modo classico ricoprendo poi senza alcuna inaffiatura con 7 cm di humus vivente. Per le semine o i trapianti fatti posteriormente allo spandimento del composto aprire un solco o un buco e seminare o trapiantare ricoprendo con lo stesso humus di superficie. (Anche i semi delle carote crescono bene attraverso i 7 cm di composto).

Su un orto di l00m sono necessari 4 metri cubi di composto per ottenere dei prodotti sani, esenti da malattie e trattamenti, da residui e innaffiature di alcun genere. Non si usano vangature ne pacciamature – la temperatura costame è di 21°. Utilizzazione da farsi solo in superficie.

I 4 metri cubi servono come base per il primo anno fornendo 7 cm di spessore di humus vivente: Ogni anno seguente occorre solo 1 metro cubo di materiale come integrazione. La superficie da adibirsi a coltura deve essere d’un solo pezzo (senza sentieri ne camminamenti) e deve essere tutta coperta, condizione questa essenziale per la buona riuscita del sistema.

Con il tempo caldo il composto, deve essere protetto dal sole; si può porre uno strato di paglia sullo strato di composto tra le file di ortaggi. Lo strato di sette centimetri è sufficiente a impedire la crescita delle erbacce e a conservare una temperatura costante. Questo tipo di compostazione si addice ad estensioni  modeste, al massimo 5 ettari; le rese possono essere 3-4 volte superiori a quelle ottenute con metodi tradizionali.

Si può piantare di tutto, ortaggi, erbe aromatiche, vigne, fruttiferi, ha poca importanza la grandezza del seme: lo si depone sul suolo e si ricopre. Bisogna infine ricordare che tutto ciò che è prodotto dalla foresta deve nella misura del possibile restare nella foresta pena l’impoverimento della stessa.

 Constatazioni e riflessioni sui lavori eseguiti da Armand Ell al parco Josaphat fin dal 1974 con il solo materiale del composto dei Templari.

I) rende al suolo la sua fertilità naturale l’attività biologica per l’azione dei lombrichi, microrganismi e flora totale;

2) dà ai vegetali l’immunità naturale e la loro rusticità;

3) dona alla terra una capacità di ritenzione e un potenziale umico molto importanti;

4) le rese sono notevolmente superiori alla media e di qualità ottima;

5) viene ripristinato l’equilibrio degli ecosistemi, oltre ad essere soppressi concimi chimici e altri trattamenti;

6) mantenendo in media 7-8 cm di composto in superficie nessun lavoro di diserbo è necessario;

7) nessuna inaffiatura deve essere effettuata anche in caso di forte siccità

8) sono eliminati i rischi di erosione e sterilizzazione e non si hanno marciumi che impediscono la conservazione dei prodotti.

Dopo anni di sperimentazioni e ricerche si può affermare che l’uso di questo composto da solo è sufficiente per garantire ottime rese.

E inoltre da notare che il composto fabbricato con il materiale vegetale tagliato nell’ambiente circostante al terreno che si intende coltivare è un’ulteriore garanzia di successo; soprattutto se si impiega materiale vegetale di non più di 5 anni di età altrimenti i rami avrebbero in proporzione troppo legno e non sufficienti foglie (sor genti di energia solare).

Si ricorda inoltre che dopo 90 giorni il composto non è completamente maturo ma continua la sua trasformazione nel suolo lentamente e completamente. Se l’insieme del mucchio non può essere utilizzato di seguito si può riformarlo ed avviarlo anuovo compostaggio di 90 giorni ottenendo così un composto a tessitura molto fine con aspetto di terriccio.

L’Agricoltura dei TempIari (humus vivente) è un metedo ancestrale, ora conosciuto, non ha inventori, l’ordine dei Templari non l’ha mai rivendicato, è nato dall’osservazione delle leggi di natura e dalla vita della foresta. Il valore inestimabile di questo composto vivo è dovuto particolarmente all’energia solare contenuta in vegetali nobili e non residui morti come negli altri co posti che a volte proprio perché privi della loro parte «nobile» possono anche dare disequilibri e malattie.

Questo articolo è stato offerto da,

Armand Ell. 155 Grande rue au Bois        1030 Bruxelles

 

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4 risposte a “Composto dei Templari

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