Sessanta anni e un giorno


Oggi è il primo dei giorni dei miei sessantuno anni … capperi! Ieri ho festeggiato degnamente il compleanno, che mica capita tutti i giorni una occasione del genere. Effettivamente ogni compleanno è unico e irripetibile … a pensarci bene anche ogni giorno è unico e irripetibile … ! I sessant’anni sono una specie di soglia, di frontiera, di spartiacque: nel varcarli sei cosciente che un’epoca è conclusa, finita. Sarà che siamo ormai in autunno, sarà che la giornata era bigia e piovigginosa, sarà che sono in un periodo di orsitudine intimista ma è stato un giorno che mi sono sentito particolarmente lontano dal mondo (questo mondo), come distaccato … anzi dissociato dal quotidiano.

Doppio arcobaleno a Cremolino

Mi ero ripromesso di dedicare la giornata al “do you remember“, per fare una specie di inventario degli anni, degli accadimenti, delle scelte, delle storie … con leggerezza. A parte la fanciullezza, di cui ricordo ben poco, mi sembra di avere vissuto delle ere distanti, delle vite differenti: gli anni della giovinezza spensierata, gli anni della “grande rivolta”, gli anni di piombo, gli anni di merda e gli anni del ritorno alla Terra. La carrellata era talmente vasta che spesso confondevo  i periodi, i luoghi, le storie … penso anche di averle “abbellite” non poco … ma va bene così! Guardandomi indietro e ponendomi la fatidica domanda ” rifaresti tutto quello che hai fatto?” mi rispondo di NO. Tante cose non le rifarei, altre le farei in modo diverso, ma più che altro mi bruciano assai quelle cose che “non ho fatto” … quelle le farei tutte, ma proprio tutte anche solo per vedere come va a finire.

Gli anni che stanno per arrivare, pochi o tanti che siano, sarà bene dedicarli alla parte interiore, spirituale, introspettiva, sarà bene volgere lo sguardo all’ineffabile meraviglia della natura. Ma sarà anche bene misurare le forze, le energie senza sprecarle, disperderle… sarà bene vivere con mitezza e in solidale complicità con la Manù che mi sopporta da undici anni … e non è facile.

La giornata è trascorsa tranquilla, quasi sommessa. Con una spesa  folle mi ero procurato una bottiglia di “Brunello di Montalcino” per festeggiare la ricorrenza epicamente, con quel vino forte e meditativo, avevo anche predisposto una carrellata di canzoni inossidabili adatte ad evocare il tempo andato, che riportassero alla memoria i visi, le storie,gli affetti … ascoltarle è stato come aprire le chiuse di una diga … ma sono scampato anche allo tsunami dei ricordi.

Adesso è quasi l’alba del primo giorno del mio sessantunesimo anno che saluto e attendo con allegrezza e disincanto: sono pronto anche se un poco stanco!

15 risposte a “Sessanta anni e un giorno

  1. ciao Renato,
    ti leggo con piacere da tempo, non ho mai scritto… timidezza!
    tanti cari auguri e giorni felici, tra arcobaleni, colline e cieli stellati
    mafalda

  2. Ricordi e pensieri sono sempre pericolosi, carissimo, come armi a doppio taglio. Ma che saremmo, senza di essi?
    Ti auguriamo, sebbene con un po’ di ritardo, un buon proseguimento di cammino – a te quanto a Manù (che, vedrai, saprà avere ali anche per i tuoi momenti di stanchezza…).

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