Il tempo sembra volgere al bello.


Festa per i risultati dei referendum

E' festa!

All’alba di lunedì 13 siamo ancora a Parma dopo due giorni di estenuante e noioso mercatino al Parma Fantasy, ma riusciamo a partire velocemente, destinazione seggio elettorale. Durante il viaggio rimaniamo incollati sulle frequenze di Radio Popolare  che sciorina interviste e dati relativi all’affluenza dei votanti. Arrivati al seggio di Cremolino segnamo i nostri 4 ululanti Siiii sulla scheda e poi dritti a casa.

Tra radio e computer seguiamo l’affluire dei dati prima con velata apprensione e poi  con sollievo e gioia: è fatta!! A dirla tutta erano anni (almeno dal 1987) che non partecipavo con entusiasmo a vicende politiche ed elettorali. Qui erano in gioco salute, acqua, giustizia … i beni comuni! Avevo già partecipato ad un referendum sul nucleare,  ad un campo anti-nucleare  a  Montalto di Castro  (madonna quante botte) organizzato dal Coordinamento Antinucleare,  a manifestazioni a Caorso, Piacenza  … ed ero stato tra gli organizzatori di una dochisciottesca “Regata Antinucleare” partita da Pavia per approdare a Piacenza ma arenatasi a metà percorso causa un fortissimo vento contrario. Questa volta il coinvolgimento anche emotivo è stato forte ed è andato aumentando mano a mano che ci si avvicinava alla data dei Referendum, lo abbiamo vissuto prima come “ultima spiaggia e poi il baratro” e poi con la sensazione di una ripresa dell’intelligenza collettiva, della voglia di uscire da questi ormai quasi 20 anni di regime televisivo berlusconiano. Ci siamo sentiti coinvolti personalmente, dopo tanto tempo ci siamo ritrovati parte di una “collettività” ampia e variegata che cercava di ritrovare il filo di un immaginario collettivo possibile.

Regata antinucleare

Regata Antinucleare

Non è che poi abbiamo fatto chissà che cosa ma nel nostro piccolo abbiamo messo in moto un passaparolo intenso e continuo. Convincendo il parentado ad andare a votare, parlandone durante i mercatini a cui partecipavamo, poi lettere ai contatti email (qualche centinaio), post, banner, filmati, foto sul blog ( che nel suo poco ha dalle 300 alle 600 pagine visitate al giorno), su Bionieri (870 membri) sui profili Facebook con i loro  800 e passa contatti …

Sicuramente la nostra è stata una campagna molto”virtuale” ma abbiamo fatto con entusiasmo quello che potevamo, riconoscendoci in questa  collettività che ha reinventato la partecipazione alle vicende politiche e culturali di questo paese. Vivendo isolati e fuori dalle abitudini sociali del tempo, slegati dall’agire politico dei partiti e dei movimenti non abbiamo potuto fare altro che passare parola.

Nel 1986, alcuni giorni dopo il disastro di Černobyl avevo distrutto l’orto fresandolo con il trattore, perchè quando guardavo quelle verdure mi prendeva un senso di angoscia insopportabile, dal disatro di Fukushima il mio sguardo è carico di  apprensione ma lunedì 13 verso sera sono andato a rassicurare l’orto sinergico: il tempo sembra volgere al bello.

Ma ci resta ancora un altro “bene comune” da difendere: la Val di Susa. Non solo come “bioregione”, come luogo-simbolo,  ma come diritto degli abitanti di un territorio di decidere della loro terra e del loro destino. In questa battaglia gli alleati sono pochi e non si trovano certo tra i partiti che gia hanno messo il cappello sugli straordinari risultati dei referendum.

Come dicono da quelle parti: “Sarà Dura”!!

Orto sinergico

L'orto felice al 13 Giugno

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