Sbagliare è una questione di metodo


Lo scorso anno in un post mi chiedevo dove fosse finita la piazza, me lo chiedevo con una certa alterigia della memoria dovuta al fatto che  per anni aveva vissuto e frequentato le piazze come luogo dell’aggregazione politica, culturale e sociale …  per vederle nel tempo svuotarsi e poi negli ultimi anni venire sostituite dalle “piazze virtuali” dei Social Network. Esprimevo, in quel post, un rimpianto e una mancanza per quei luoghi, rimpianto e mancanza dovuti anche all’età.

Dire che è stato un errore di valutazione, che mi ero clamorosamente sbagliato sarebbe il minimo! Le piazze sono tornate: strapiene, vitali, rivoluzionarie! La così detta “primavera araba”  che preferisco chiamare rivoluzione araba, la protesta in Grecia,  “los indignados” in Spagna e ora anche in Italia hanno fatto della piazza il luogo di aggregazione, di comunicazione di rivolta e di speranza.

Los indignados

Tutto questo è accaduto e accade anche grazie alla tecnologia, a internet e ai social network.

Di questi accadimenti si possono fare diverse analisi e valutazioni, sicuramente la scarsa informazione e informazione manipolata distorcono e alterano la percezione e l’informazione.

Personalmente seguo, tra i tanti midia,  Global Voice, Reset Italia e Alaska che permettono di seguire la  cronaca, il racconto di questi giorni scritto e raccontato dai protagonisti … poi ciscuno si tira le sue conclusioni.

Probabilmente questa sera alcune piazze si riempiranno per festeggiare l’esito dei ballottaggi: Milano, Napoli …anche se le mie simpatie vanno ai candidati del centro-sinistra (simpatie dovute al fatto che la controparte è l’espressione della peggiore classe politica, culturale ed economica che questo scalcagnato paese abbia mai avuto), anche se vedere  “l’inizio della fine” di questo ceto  politico cresciuto all’ombra del Berluskaiser potrebbe essere uno spettacolo confortante, una ventata di sollievo e speranza … in tutta onestà devo dire che mi immagino e auspico un ben differente futuro. Spero nelle piazze a venire, nei corpi che le riempiranno e nelle voci che chiederanno decrescita, transizione, rispetto per il pianeta e per tutti gli esseri che lo abitano.

Sono certo che quel tempo verrà … e spero proprio di non sbagliarmi ancora!

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