L’essenza della Permacultura


Il concetto e in alcuni casi anche le pratiche di Permacultura stanno diventando patrimonio collettivo di un sempre crescente numero di persone, e annualmente vengono organizzati corsi, stages, incontri ecc. Per il neofita rurale o  per il curioso di materiale cartaceo in lingua italiana non c’è quasi nulla di leggibile a parte:

  • Introduzione alla permacultura di B. Mollison e R.M. Slay, pubblicato da AAM Terranuova
  • Permacoltura. Un’Agricoltura Perenne per gli Insediamenti Umani, traduzione del libro Permaculture One di Mollison B., Holmgren D., a cura di Giannozzo Pucci e Andreas Perschke, pubblicata nella collana “Quaderni d’Ontignano” dalla casa editrice LEF
  • Introduzione alla permacoltura, di Marco Spinosa, Macroedizioni

Io ho letto il secondo, editato nel 92′ e ormai introvabile, ma sinceramente devo dire di averlo trovato abbastanza noioso, sin dalle prime righe non mi aveva entusiasmato la definizione … “Permacultura è una parola che abbiamo coniato per denominare un sistema integrato e in evoluzione costituitoda piante perenni o che si autoperpetuano e da specie animali utili all’uomo  …” e mano a mano che proseguivo la lettura mi accorgevo che in quelle righe non c’era nessuna visione profonda del rapporto uomo-natura, era semplicemente una somma di teorie e pratiche sicuramente rivoluzionarie rispetto all’agricoltura industriale ma nate e sviluppate dentro una cultura antropocentrica a cui non mi sono mai sentito di appartenere.

Negli ultimi tempi mi sono riconciliato con la permacultura, anche perchè i concetti si sono sviluppati in senso ecocentrico e sono stati arricchiti, aggiornati, concretizzati da un numero elevato di persone e comunotà.

Non ho progetti o velleità permaculturali, quindi ne parlo da curioso inguaribile che ha trovato molto stimolante il documento che segue.

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4 risposte a “L’essenza della Permacultura

  1. Ciao!
    Secondo me gli unici libri disponibili in italiano sono:

    Introduzione alla permacultura
    di B. Mollison e R.M. Slay, pubblicato da AAM Terranuova

    Permacultura, Principi e percorsi oltre la sostenibilità
    di David Holmgren, pubblicato da Macroedizioni

    Quello di Spinosa è introvabile…

    Il secondo libro è quello da cui è tratto il documento da te condiviso: essenza della permacultura.

    Bill Mollison è antropocentrico fino ad un certo punto 🙂
    Mollison ha un caratteraccio, ed avendolo conosciuto di persona, capisco tante cose, tra le quali il fatto che lui pone per primi i derelitti, poi noi ricconi bianchi…
    Ha viaggiato molto, ha conosciuto popoli di disperati e unisce alla cura della terra la cura delle persone e la condivisione del surplus (e qui si apre un bel dibattito sul cosiddetto fair share, che lui aborrisce preferendogli il share of surplus).
    Ponendo la prima etica come cura della Terra, mi sembra evidente che non è antropocentrico, ma che lo sono i suoi studenti. Lui lo sapeva bene che se non lo metteva proprio all’inizio noi non lo avremmo nemmeno considerato, per quanto siamo tonti. Le tre etiche sono talmente ben pensate e collegate che tutti ne devono tener conto e senza di esse non c’è permacultura che tenga…

    Il vero libro della Permacultura, il Designer Manual di Bill Mollison, è talmente denso di informazioni sia orientate a fornire basi tecniche per l’essere umano sia basi etiche che molti permacultori non lo guardano neanche per la troppa fatica.
    Il tomo è in inglese, denso, difficile, ma varrebbe la pena leggerlo e studiarlo.
    Molti invece leggono e propongono l’introduzione come se fosse l’unico strumento dedicato.
    Bill rimane il nonno dei permacultori, senza di lui il nulla… o meglio ci rimaneva forse Sepp Holzer…

    David Holmgren è fantastico, ha saputo unire la praticità e animosità di Bill all’aspetto teorico e pragmatico della progettazione sistemica. Holmgren per poter dare un contributo così grande alla comunità permaculturale ha dovuto rivedere tutto il lavoro fatto in precedenza e si è tenuto fuori dalla mischia per anni (dopo aver scritto con Mollison, suo prof universitario, Permaculture One). Lui è uno dei pochi ad aver messo a disposizione materiale preziosissimo, senza ammantarlo di frasi tipo “la vera permacultura”, il sistema che salverà l’umanità ecc ecc. Pubblicando il suo libro ha davvero cambiato la storia della permacultura senza che i permacultori se ne accorgessero.
    Una persona ammirevole, che pone l’accento non sul “scappo dalla città” ma “riequipaggiare le periferie”, per questo lo apprezzo moltissimo, l’unico per milioni di chilometri a ridarci speranza… a noi cittadini rincitrulliti. 🙂

    Secondo me un passaggio importante è informarsi sul movimento della Transizione, che partendo dalla Permacultura, evidenzia l’aspetto di comunità locale… La Permacultura a cui si ispira Rob Hopkins è quella digerita e rielaborata da Holmgren, quindi val la pena leggersi il:

    Manuale Pratico della Transizione di Rob Hopkins
    Dalla dipendenza dal petrolio alla forza delle comunità locali

    Un saluto
    Elena

  2. Ci rifletto, , non ho letto altri testi di Mollison, mi intriga l’ipotesi della Transizione ma mi resta il dubbio di questa mania anglofona: Magnaghi e il “Comune partecipativo” qui in italia non se lo fila nessun alternativo …ma il tomo in inglese… quello no!

  3. Pingback: Autosufficienza, permacultura e bioregionalismo « Cicloturistiondivaghi

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