Riprendere tempo


Il titolo del post lo devo al libro  Riprendere Tempo di Pietro Marcenaro

Qui si aspetta  la luna calante di Novembre per seminare spinaci, ravanelli, aglio, ceci, fave, piselli rampicanti, lenticchie, bulbi di aglio … e intanto si prepara il materiale per i mercatini di Natale. Insomma è un tempo abbastanza impegnato.

A dire il vero sul fatto che il nostro tempo sia “impegnato” … ci sarebbe da discuterne.

Anzi, ci sarebbe da discutere sul “tempo”.

Non so cosa gli improbabili lettori del blog intendano per tempo di lavoro e tempo libero ma so per certo che io e la Manù almeno uno degli scopi, degli obiettivi dei nostri anni giovanili e rivoluzionari lo abbiamo raggiunto: togliere tempo alla produzione di beni e merci per un salario (o guadagno) e riprendere tempo per le nostre vite e per il soddisfacimento dei nostri desideri e/o bisogni. Preferiamo chiamarli desideri, i bisogni sono spesso quelli  indotti, ma per chi ha voglia di filosofeggiare rimando al dibattito sulla teoria dei bisogni di  Agnes Heller e della Scuola di Francoforte.

Diciamoci anche che rivendichiamo il nostro legittimo Diritto all’ozio e che la lezione di

Paul Lefargue l’abbiamo fatta nostra.

Coniugando Autoproduzione e Artigianato Artistico siamo riusciti a trovare un temporaneo, traballante ma vivibile equilibrio che ci consente di vivere dignitosamente, e pensiamo di continuare su questa strada dato che l’ipotesi politica del Reddito garantito

è ben lontana dal trasformarsi in realtà.

Onestamente la nostra autoproduzione si limita all’orto sinergico, alle conserve, a qualche oleolito, sapone, olio essenziale … per ora! Disponendo di un piccolo torchio in futuro faremo vino e sidro e ci costruiremo pure un essiccatoio solare.

Per il pollaio siamo stati fortunati: devo solo recintarlo, esiste già una costruzione in mattoni di mt. 5 x 3 … non mi piacciono e non terrei mai degli animali in quei recintini modello cella di isolamento… pollaio grande e animali in libertà durante il giorno.

Il lavoro artigianale lo svolgiamo a casa per poi portare i manufatti prodotti in fiere, mercatini, manifestazioni …   una cinquantina di giorni all’anno siamo fuori casa, per piazze e vie dove transitano, a seconda dei casi, centinaia o migliaia di persone: tu sei fermo e loro ti passano davanti parlando, urlando, piangendo, ridendo,telefonando,litigando,  guardando meravigliate, ignorando, chiedendo, chiacchierando… dopo due o tre giorni di questa bolgia torni a casa e persino il richiamo di una ghiandaia o di una gazza … ti sembra troppo rumore.

Ci sono e si incontrano amici e amiche, ma il bagno di folla è talmente intenso, devastante che occorrono giorni per smaltire l’accumulo di informazioni visive, sonore, umorali.

E uno dei motivi per cui abbiamo diradato i rapporti sociali e conviviali, ma non il solo:

L’insufficienza respiratoria che affligge  Manù rende faticosi e complicati gli spostamenti, poi  sarà anche per via degli anni ma lasciamo mal volentieri la casa mentre siamo ben lieti di ospitare allegre e conviviali tavolate.

Usiamo molto Internet, grazie al quale abbiamo tessuto una fitta rete di rapporti che a volte da virtuali diventano reali, come nel caso di Bionieri, Internet  lo usiamo per il nostro lavoro e per le comunicazioni con artigiani e artigiane  scambiandoci informazioni, notizie …  pettegolezzi, lo usiamo per informarci, approfondire, cercare.

Penso che Internet non abbia sostituito rapporti ma abbia riempito vuoti di rapporti, vuoti  e mancanze che erano ben visibili da prima che un computer entrasse nella nostra casa. Questi vuoti sono dovuti alla devastante omologazione culturale e politica degli anni 90′ e al degrado e imbarbarimento della vita sociale provocati dal berlusconismo.

Ma su questi argomenti “pelosi come gatti” vi rimando a Franco Berardi su Alfabeta2 ,  Ivo Quartiroli su Idranet e all’illuminante articolo su Global Project

Riprendere tempo: riprendere ritmi e movimenti lenti, bradipi… anche il pensiero rallenta … questo è la nostra personalissima interpretazione della Felicità Interna Lorda sulla cui crescita valutiamo la pienezza delle nostre vite.

E come diceva Tom Robbins, a volte ci sentiamo “Beati come rane su una foglia di ninfea”.

C’è un tempo per andare
dritti giù all’inferno
c’è un tempo per tornare
a saldare il conto
c’è un tempo di chiusura
e un tempo per volare
c’è un tempo che fa storia
e un tempo d’ammazzare
giorni e giorni
c’è un tempo per alzare
in alto un bicchiere
ci sono tempi morti
che non sai che fare
c’è un tempo per pensare
di farla finita
c’è un tempo per tentare
di riprenderci la vita
giorni miei
sono giorni giorni e giorni giorni miei

The Gang

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Una risposta a “Riprendere tempo

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