Raga per la cipolla triste


J. C. Bose

Finalmente ho iniziato i lavori per impiantare il nuovo orto. Punto di partenza l’orto sinergico … ma … ma oltre al metodo, alla scelta delle sementi, alla buona esposizione, all’arricchimento della fertilità del terreno con terriccio di bosco e un poco di letame … insomma, oltre alle buone pratiche di coltivazione credo che i miei sforzi saranno rivolti alla ricerca di un forte rapporto empatico e rispettoso … con i vegetali in questione. Non mi sono fumato dosi spropositate di erba pipa e non ho aderito a nessuna setta new age, semplicemente tenterò di mettere in pratica intuizioni e conoscenze che avevo accantonato in questi anni ma che mi sembra indispensabile mettere in pratica in questo tempo.

Da molti anni la comunità scientifica conduce numerosi studi sulle piante. In base ai risultati delle ricerche più recenti, il mondo dei vegetali – a differenza di quanto saremmo propensi a credere – non sarebbe insensibile. Le piante, infatti, sembrano essere dotate di sorprendenti capacità emotive e di sensi alquanto sviluppati. Esse sarebbero in grado di esprimere in maniera molto esplicita sentimenti e sensazioni di dolore, di paura o di gioia. Peter Tompkins e Christopher Bird esposero i risultati delle loro ricerche in questo ambito nell’opera La Vita Segreta delle Piante pubblicata negli Stati Uniti nel 1973 e successivamente ristampata in numerose edizioni. Il libro, insieme ad altri sullo stesso tema che lo seguirono, rivela aspetti sorprendenti dei segreti della flora.

Di seguito, un brano tratto dall’opera di Tompkins e Bird:

“In un laboratorio presso la Valle di Maida, legata al lettino di un chirurgo improvvisato giace una povera carota, in pessime condizioni ma ancora in vita. Come fossero due gambe, nella carne della carota sono conficcati due tubicini di vetro pieni di una sostanza bianca, attraversata da alcuni fili elettrici. Quando viene pizzicato con una pinza di ferro, l’ortaggio sussulta dal dolore. La carota è collegata a un sistema elettrico e, quando la scossa provocata dal suo dolore tira il lungo braccio di una delicatissima leva, viene messo in moto un piccolo specchio. Quest’ultimo proietta un raggio di luce sulla parete all’altra estremità della stanza, riflettendo in proporzioni esagerate il sussulto del vegetale”.

L’esperimento fu condotto da Sir Jagdish Chandra Bose, uno studioso indiano di fama internazionale, nonché uno dei pionieri della ricerca nel campo della botanica.
Fu verso la fine del diciannovesimo secolo che Bose cominciò a condurre i suoi studi sulle reazioni delle piante a svariati stimoli, collegando un “crescografo” – un particolare apparecchio per la misurazione della crescita delle piante – alle foglie di una di esse. Gli esiti furono a dir poco sorprendenti. Incredulo, Bose ripetè l’esperimento diverse volte per accertarsi della reale attendibilità dei risultati. Bose giunse alla conclusione che le piante reagiscono a diversi generi di contatti e di stimoli esterni proprio come le altre creature viventi. Da quel momento lo studioso si dedicò all’analisi dei dati ottenuti, scoprendo che molte altre piante e ortaggi manifestano sensazioni misurabili con appropriati strumenti scientifici.
Decenni più tardi, anche la comunità scientifica sovietica riconobbe che i vegetali provano sensazioni che vengono espresse in maniera inequivocabile.
Nel 1970, il giornale sovietico, la Pravda, dichiarò:

“Le piante parlano, gridano! É soltanto davanti all’uomo che tengono celati i loro sentimenti!”

Vladimir Chertkov, uno dei giornalisti del quotidiano, descrisse in maniera molto vivida le sue impressioni sulla visita al laboratorio di clima artificiale della celebre Accademia Agraria Timirjazev di Mosca. In particolare, Chertkov fu colpito dall’urlo di una spiga d’orzo le cui radici erano state immerse in acqua bollente. Uno strumento di misurazione ad alta sensibilità, simile all’ECG impiegato per la misurazione del battito cardiaco umano, registrava ciascun grido del cereale, facendo sprizzare quasi all’impazzata l’inchiostro sulla carta bianca. Chertkov riportò inoltre che gli esperimenti condotti dai ricercatori russi attestavano il fatto che i vegetali fossero in grado di captare segnali esterni e di interpretarli, nonché di emetterne di propri..
Le piante ascoltano

Le piante sono consapevoli di ciò che avviene intorno ad esse. Il dott. T. H. Singh, direttore del Dipartimento di Botanica dell’Università di Annamalai, in India, nel 1950 si domandò se le piante fossero dotate anche del senso dell’udito. Singh aveva sentito dire che quelle esposte alla musica crescevano meglio e più rapidamente rispetto a quelle che invece non lo erano. Erano però necessarie prove che attestassero questa opinione. Singh creò quindi un laboratorio scientifico contenente una varietà di piante normali, sane e all’incirca della stessa età. Lavorando con una specie alla volta, fissò a una determinata distanza dalle piante un apparecchio che trasmette motivi di tre strumenti differenti: i risultati furono sorprendenti: le piante crebbero e produssero semi a un ritmo superiore alla media. In seguito a una serie esperimenti che confermarono risultati ottenuti, alcuni agricoltori decisero di applicare lo stesso sistema alle loro colture. Per un’ora al giorno trasmettevano musica gradevole in campi di diverse qualità di riso. Il raccolto ottenuto superò il solito percentuali comprese fra venticinque e il sessanta per cento! Non tutta la musica sembra essere gradita alle piante: raga indiani, musica classica hanno effetti positivi mentre il rock nelle sua varie sfumature inibisce la crescita, il che ricorda molto le ricerche di Masaru Emoto circa gli effetti della musica sui cristalli d’acqua. Anche l’italiano Valerio Safo conduce attualmente ricerche in questa direzione.

Tutta una serie di stimoli, intuizioni, conoscenze stanno cambiando il mio rapporto con la produzione e il consumo di cibo e di conseguenza anche con la vita, ma questa sarà una storia da raccontare in seguito.

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9 risposte a “Raga per la cipolla triste

  1. anche le piante piangono.
    bene.

    “Chertkov fu colpito dall’urlo di una spiga d’orzo le cui radici erano state immerse in acqua bollente. Uno strumento di misurazione ad alta sensibilità, simile all’ECG impiegato per la misurazione del battito cardiaco umano”

    io purtroppo sono affetto da deformazione professionale.
    Così,da uomo che parla piombato all’improvviso su un argomento a caso dico.
    Maaaaaa dai!
    Ho fatto un esperimento incredibile:ho preso una foglia,l’ho messa nell’acqua bollente,e…..lei è morta!
    maaaaaa dai!!!!!
    allora lei sente!!!!!noooooooooo????incredibile.
    Questi “strumenti” mi sembrano delle grandissime cazzate.Esplicano solo la scontata e semplice verità sulla materia,e a maggior ragione sulla materia organica:
    Ogni cosa reagisce a degli stimoli esterni.
    Ogni cosa.Tutta la materia,tutti quei piccoli atomi.
    Non sono gridi,pianti, non è ANIMA(o se anche lo fosse questi esperimenti sono ben lontani dal dimostrare una cosa che per sua natura è ben difficilmente dimostrabile),
    Una delle “interferenze” più conosciute è propria quella termica.
    la solita palla di ferro che riscaldata aumenta di diametro.
    AH,allora è viva…allora sta piangendo!
    dilatazione termica,atomi in movimento..

    Insomma.
    Tutto sente e tutto reagisce. a casa mia la chiamano chimica/fisica.
    Poi possiamo parlare di sistema nervoso,che è il discriminante mondialmente riconosciuto per decidere quanto un organismo “senta”dolore etc etc….ma sono cose talmente spiegate dalla biologia,dalla chimica…
    questi “scienziati” sono -solitamente- dei grandissimi figli di puttana che prendono per il naso la gente,che la gente è sempre ottima ad accettare certe immani stronzate come dei dogmi, se ” l’ha detto uno scienziato”.Magia e scienza si confondono quando uno la scienza non la conosce…ma queste sono cose dell’ottocento….
    scienziato,puffff…..

    certi studi possono essere seri,certe cose possono risultare incredibilmente particolari: pure il fisico più scaltro sa che non tutto si riesce a spiegare con la logica,e quando ci si scontra fa finta di niente…
    L’ultimo esempio che citi,quello della musica,è sicuramente bizzarro…ma penso si possa spiegare “logicamente” (ma forse la scienza ha altro a cui pensare,o forse farebbe bene a non pensare più,che di casini ne abbiamo già fatti abbastanza).
    mi pare per esempio che gli influssi lunari sulle piante siano stati accettati dalla scienza,e (parzialmente o forse completamente) spiegati(non ho approfondito,ma era per fare il primo esempio che mi è passato per la testa).

    poi se vuoi la chiamiamo magia, diogiuseppemaria, gli diamo una connatazione più romantica, sognante,che ci fa bene,che ci piace, ma….
    ma mal sopporto chi ci lucra sopra, i vanna marchi della situazione…”ah,la pianta urla”.ma dai????????
    che novità!

  2. Caro Nicola, non penso sia la scienza che spieghi e Vanna Marchi non è un esempio pertinente, questo è un blog … mica la televisione, Magia o incomprensibile … ho una carissima amica che scrive libri e alleva pecore: Etain Addey. Ha iniziato una cura omeopatica a base di salvia che le ha giovato, poi dato che ha numerosi cespugli di salvia in cortile ha iniziato a sfiorarla con gli stessi effetti … poi a preso a salutarla… Sarà una stronzata ma lei vive in montagna da più di 30 anni, oppure l’amico Piero delle Mogliazze medico scalzo e probabilmente il primo contadino biologico italiano (iniziò nel 70′ quando probabilmente eri un aspirante spermatozoo … e condivide le stesse intuizioni. Gli sciamani amazzoni cantano alle piante per chiedere aiuto, cantano per quelli che non sanno farlo, lo stesso gli uomini di medicina dei popoli nativi nord americani o aborigeni. Nelle società gilaniche e della Dea di 10.000 anni fà queste intuizioni e conoscenze erano diffuse… potrei continuare all’infinito. Oltre la logica, la scienza, il pragmatismo stanno la curiosità e la meraviglia … ciascuno vede come vuole con gli occhi che ha e a “casa nostra” seguiamo le intuizioni, l’istinto e abbracciamo alberi … saranno cazzate per molti ma dato che non dobbiamo convincere nessuno perchè la dialettica e la retorica non ci appassionano, cerchiamo solo di condividere il nostro cammino dato che non possediamo verità. E se alle cipolle gli stimola il Raga che dire, stimola pure noi.
    PS. io non sono la gente … io sono Renato

  3. beh, nemmeno io penso che gli scienziati possano davvero spiegare tutto (e sinceramente mi auguro tanto che il sedano che ho sul balcone non soffra così tanto quando lo taglio e poi me lo mangio) però ho sempre parlato agli alberi e alle mie piante sul balcone, e non credo di essere pazza. Non riesco a immaginare quanto e cosa percepisca di me il mio sedano, però sono convinta che qualcosa, anche magari poco pochissimo, lo senta. Se più gente avesse almeno il dubbio che le piante abbiano sensazioni, se non proprio sentimenti, forse il nostro Pianeta non sarebbe ridotto com’è.

  4. Se pensassimo che tutti gli esseri, animati e non, hanno lo stesso diritto di abitare questo pianeta, probabilmente sarebbe un pianeta felice.

  5. Dove credete che siano andati gli unicorni,
    gli ippogrifi dagli occhi dolci e mansueti,
    le sirene gentili e aggraziate?
    In nessun posto: sono sempre qui.
    E’ solo che non li vediamo”.
    E. Bencivenga

    un pensiero che qaundo riesco a passeggiare in campagna
    mi fà compagnia emi rassicura
    ciao

  6. Renato (e io parlo alla “gente”,non a Renato in particolare…perchè leggo e mi nascono spunti per riflessioni più generiche).

    Non hai colto, e le parole di uno sconosciuto(me) non sono mai chiare.

    Spiegare cose non scientifiche con esperimenti scientifici è l’assurdo.
    capisci?

    Mostrare che un’oggetto reagisce a stimoli elettrici e con stimoli termici,ti sembra che spieghi un qualcosa sulla vitalità-anima dello stesso?
    A me no.Mi spiega solo leggi fisiche.
    Eppure i boccaloni credono di aver visto chissà cosa.Ma non è con questo che “vedi l’invisibile”.

    “Oltre la logica, la scienza, il pragmatismo stanno la curiosità e la meraviglia … ciascuno vede come vuole con gli occhi che ha e a “casa nostra” seguiamo le intuizioni, l’istinto e abbracciamo alberi … saranno cazzate per molti ma dato che non dobbiamo convincere nessuno[…]”
    Tu dici bene.
    Ma perchè hai voluto spiegarle proprio con la scienza,perchè hai voluto convincere qualcuno?

  7. Dato che in passato praticavo la pesca a mosca assicuro che i così detti boccaloni in realtà sono pesci molto furbi e combattivi(persico-trota). Ho portato l’esempio di questi esperimenti perchè i risultati coincidevano con alcune personali intuizioni e osservazioni. Non per convincere ma per raccontare, poi ciascuno è libero di credere quello che vuole. Ma le Vanne Marchi, i boccaloni ecc sono aggettivi riferiti a persone e a me. Non è mia abitudine affibbiare aggettivi simili ad altri. Viviamo in un mondo che crede che il Berluskaiser sia buono, onesto e faccia gli interessi degli italiani … io credo che le piante ascoltino e comunichino … direi che và bene così. Buon cammino

  8. aggettivi e persone di riferimento:
    vanna marchi: gli pseudo-scienziati che fanno finta di fare qualcosa di scientifico. (perchè di scienziati “seri”ce ne sono pochi.gli altri fingono di fare solo per prendersi i soldi).quindi assolutamente non parlavo di te.è una polemica all’interno di un movimento,quello scientifico,che se lo vivi da dentro ti accorgi di molte cose,molte,e di quanto la gente non abbia la minima idea di quante cagate ci sono chiamate “studi scientifici”.

    boccaloni (e se il pesce di riferimento non calza pazienza): chi arriva su questa pagina e legge dei vari vanna marchi e compra gli amuleti (per,purtroppo, ignoranza…ma naturalmente siamo tutti “boccaloni”,ognuno in certi campi).Non è pratica comune considerare dogma uno studio scientifico?La scienza è diventata religione,e mi fa paura,e mi fa incazzare.

    quindi, se ti sei sentito offeso/insultato me ne scuso,non era mia intenzione,sono reo di saccenza quando si parla di cose che ho studiato mattina-pomeriggio-sera,per il resto assicuro una buona dose di umiltà..
    buon cammino anche a te(ad avercene) e mi ritiro.
    E mi scuso ancora.

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