Controcanto


“il problema è che loro (il sistema) sanno esattamente cosa vogliono. Noi invece no”

Frank Zappa

Dato che il periodo è di quelli “tempestosi” mi lascio trasportare dalle folate esistenziali ed al posto di intrattenere gli improbabili lettori del blog con storie di orti, verdure, incontri ecc. cercherò di stimolarli con alcuni articoli che in questi giorni “hanno lasciato il segno” sulla cotica dei miei atrofizzati neuroni. Cominciamo con il post di fili di paglia e poi …altri tre scritti, e poi…  in tempi migliori facciamo pratica.

Un popolo di schiavi, senza più regole e con istituzioni in via di estizione. Un deserto sociale, un linguaggio di plastica: il nostro, quello imposto dalla televisione. Il sociologo Marco Revelli invoca «un atto di secessione etica ed estetica prima ancora che politica», per bucare la bolla mediatica che ci avvvolge: serve «un gran rifiuto di questa logica del racconto e di questa tecnica del linguaggio», per cantare fuori dal coro, lontano dal «grande circo messo in piedi dal grande illusionista», Silvio Berlusconi, poi imitato da Veltroni e soci.

«La sinistra è morta perché è morto il suo linguaggio», premette Revelli  ….continua

(Da controcanto di Marco Revelli  ed. Chiare Lettere)

Decrescita o collasso? Appunti per un’analisi sistemica della crisi

Essendo la biosfera un sistema chiuso (scambia energia, ma non materia con l’ambiente) ne discendono due importanti conclusioni per l’economia: la prima è che l’obiettivo fondamentale del processo economico – la crescita illimitata della produzione e dei redditi – essendo basato sull’impiego di risorse energetiche e materiali non rinnovabili, risulta in contraddizione con le leggi fondamentali della termodinamica. Esso pertanto, va abbandonato o comunque radicalmente rivisto.

continua

(di Mauro Bonaiuti)

Gli anni dell’adolescenza e della prima giovinezza contraddistinti da un costante, affettuoso ma implacabile, conflitto con mio padre. Reo di socialdemocrazia. E non mi bastava, anzi perfino mi annoiava un po’, che avesse fatto il partigiano per liberare l’Italia dalla dittatura fascista. Semplicemente incarnava tutto ciò che consideravo borghese. Lavoro, famiglia, responsabilità, educazione. Seduti a tavola, pranzo a casa come usava allora, esplodevano i conflitti. Soddisfacenti perché lui non si sottraeva con sufficienza alla discussione.

Eppure, mi è chiaro oggi, eravamo ragazzi e capivamo qualcosa ma quasi pari a niente…continua

(Denise Lancia, laureata in sociologia e fondatrice di “equorete”, dal blog “Penelope va alla guerra”, http://scriviapenelope.wordpress.com/).

Insieme alla crisi economica politica ed energetica c’è un’altra crisi che sta attraversando il mondo: la biocrisi, risultato della contraddizione tra sistema di sostegno all’ecologia che garantisce la sopravvivenza umana e bisogno capitalista di una crescita costante.
Questa biocrisi è un pericolo immenso per la sopravvivenza collettiva, ma come ogni crisi presenta anche un’opportunità storica per i movimenti sociali: l’opportunità di colpire la vena giugulare del capitalismo, il suo bisogno di una crescita incessante distruttiva e folle…continua

(Venti tesi contro l’eco-capitalismo di: Tadzio Mueller and Alexis Passadakis)

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5 risposte a “Controcanto

  1. Mi piazzi in troppo augusta compagnia, caro compagno; troppo, troppo buono.
    Ho diligentemente letto tutto quanto e:
    – Revelli critica brillantemente ma siamo sempre lì, alla mancanza di idee in positivo.
    – non sono invece quasi per nulla d’accordo con l’idea che “la nostra generazione abbia fallito”; abbiamo (avete, anzi, che io son più piccina) fatto quel che c’era da fare e quel che era possibile fare, date le premesse.
    – le venti tesi sono belle chiare e condivisibili.

    Ma il chilometrico pippone del polemico francese (che ti postai nell’ultimo commento al mio penultimo post: sì, è una caccia al tesoro), lo avevi poi letto? Lì, in mezzo a mucchi di cose non condivisibili, c’è un’affermazione assai interessante, ovvero che saremo noi anime verdi e belle a fare da utili idioti e fanteria a queste nuove strategie ecocapitalistiche.

    Abrazos! :)*

  2. Avendo letto il pippone concordo pienamente sulle anime belle(ci ho riletto un bell’articolo di Franco Fortini sulle anime belle) … non si capisce la mia distanza dall’estetiva del verde-compatibile e sostenibile??!!
    Il fallimento della mia generazione è dovuto alla stessa estetica “alternativa” imperante di quegli anni: l’antagonismo della parte migliore di quella generazione(quella che non ha fallito ma forse sbagliato) era un’altra cosa. Buon cammino

  3. Belle letture.
    Mi è piaciuto in modo particolare l’articolo sul saggio di Ravelli; specie le parole finali sulla necessità di giurare fedeltà a un proprio “Piccolo Popolo”.
    Ancora una volta mi trovo a rimuginare.
    Spesso pecco di ingenuità e mi illudo che tutti coloro che condividono (o dicono di condividere) determinati valori siano legati strettamente da un patto indissolubile di onestà. E, quando vengo smentita (come mi è capitato di recente), provo una rabbia furiosa. Mi dico: «Ma allora a che serve?».
    Eppure compattarci è imperativo – oltre a essere un sogno bellissimo.
    Chi diceva l’altro giorno per radio “Noi abbiamo l’utopia, che è una cosa meravigliosa”? Non lo ricordo, ma mi misi comunque ad annuire con entusiasmo, mentre ascoltavo…

  4. Ciao eloisa, è lo sguardo positivo sulle cose buone e meravigliose che permette il cambiamento e la fedeltà a quel patto.
    Perchè guardare con l’immaginario ci consente di operare delle scelte e serve, serve a vivere degnamente il proprio tempo. Abbracci

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