I semi dell’Acquacheta, parte V


Tonino mi disse:
-“vieni con me che prendiamo la Luna”
ed io:
-??? Come ???
-“Che palle con sti novizi bisogna sempre spiegarci tutto e ricominciare tutto da capo”
Andammo a sellare la ciuca, al basto attaccammo due botti di legno e poi sopra e appese delle taniche di plastica, quindi
“ ahh”
ci avviammo in giù per la vallata per circa 200 passi sotto gli orti
“ihh”
eravamo arrivati alla fonte
-“Luna è polloglotta: è come se avesse girato il mondo, capiamoci: io sono di Bitondo della Puglia e ci ho parlato in pugliese, ma se ci parla uno di questi ostrogoti che stanno aqquà in romagna, lei è molto inteliggende e capiscie lo stesso come se ci parlasse uno del sud:“ahh” per dire vai, e “ihh” per dire fermati, se poi si rompe i coglioni, non caca più a nessuno e se ne torna a casa”


La fonte era una piccola costruzione di pietra con il tetto all’ interno della quale trasudava l’acqua della montagna, le pareti erano un colabrodo e sul fondo si poteva pescare si e no in 10 cm. Per cui il gioco funzionava così: si prendeva un pentolino e con questo si pescava tante volte per riempire una tanica, quando questa era piena, la si vuotava metà per volta nelle botticelle di lato al basto: alternando ora di qui, ora di là per bilanciare il peso, e si continuava questa tiritera fino a quando sia le botti che le quattro taniche erano piene (mezzora non bastava) solo allora si dava da bere alla ciuca, perché se lo facevi prima quella se ne andava e tu rimanevi come un baccalà, di seguito dicevi “ahh e quella tutta sola saliva fin davanti alla porta della cucina dove sapeva che c’era mezza carota marcia che l’aspettava, l’altra mezza alla fine del lavoro quando era stata scaricata.
-“Perché vedi Gianni la ciuca sa anche parlare ma non lo fa e cosi ci tira fessi a tutti quandi”
Io domandai:
-“ ma non converrebbe riempire le botti con una gomma? Il sentiero è in discesa, non avremmo difficoltà a riempirle per caduta”
-“ io non mi intendo e poi sono contento così, quando si corre troppo si perde il gusto delle cose”
questa ultima risposta che pareva banale, in realtà diceva qualcosa di grande Allora non capivo e avevo anche il diritto di non capire a 18 anni, gente che arrivava, altri che partivano,abbracci,sorrisi, pianti, vaffanculo,che tripp, che ci hai del fumo?, sei troppo in, e tu troppo yang,che vibrazioni negative, sei cattivo perché mangi la carne, ti vò in culo e risparmio anche sul fuoco: sono un crudista, amore libero, se guardi ancora la mia compagna ti scortico e poi ti appendo con le tue budella, solo geova ci può salvare, hare krisna, ci piace di più il crocefisso a testa in giù, era tanto bono, giulio andreotti: lui si che ha carattere, l’ msi, gesù era un rivoluzionario, io sono moderno perché porto i jeans e vado in chiesa a suonare la chitarra, come lui non ne faranno più, rosse rosse rosse brigate rosse !!, ma padre pio ci protegge, san francesco è sempre attuale, io rispetto tutte le religioni, il pdup, le religioni mi han rotto i coglioni, w marx, w lenin, w zaccagnini, ma ora viene Berlinguer a darci il via, ivan della mea, de andrè, nostradamus,i quaderni dell’ albania, la locomotiva, c’era un ragazzo che come me amava i beatles e i roll … , son tutte belle le mamme del mondo, pentiti sei ancora in tempo, verdi era rivoluzionario, i cerchi nel grano, la scala in fondo è il teatro dei rivoluzionari, ci controllano,i politici son tutti corrotti, il mantra, il mala, rajneesch, gli arancioni, il dalai lama, il capitalismo, i carabinieri, il femminismo, abbasso il nucleare, le donne son tutte puttane !! , hanno un dossier su tutti noi, gli alieni, la reincarnazione, la terra è di chi la lavora, la cioccolata, tra trenta anni siamo tutti negri, no zingari perchè fanno più figli, tra 100 anni tutti gialli, ma nel 2.000 ci sarà la fine del mondo, il vaticano, evviva la bombatomica, il traffico, riprendiamoci il sesso, loro non ci avranno,tutto natura, ci famo du’ piste, nilla pizzi, io sono bio, e io sono mio, totò a livella.

-ebbene…questa era l’aria che respiravo, avevo bisogno di qualcosa dove attaccarmi nei momenti difficili, ma non di un proclama o frasi fatte, ma di una esperienza, che quando non ne posso più, sia una uscita di sicurezza, e con poco e senza fretta, vivere il quotidiano con almeno un piccolo pensiero, per esempio, quando mi son sentito perso, una ragazza che non conoscevo mi prese le mani fra le sue e… giambardo mi ha regalato la sua primavera, la ciuca si contentava di mezza carota marcia ed il cane scodinzolava per molto meno ….

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2 risposte a “I semi dell’Acquacheta, parte V

  1. siete fantastici…. ho visto oggi 25 marzo durante il programma Geo & Geo (ke non vedo mai xkè sono al lavoro, ma oggi non stavo bene) un signore ke scrive un giornale ke si kiama “il Seminasogni” e cercandolo ho navigato dentro questo sito e mi sono fatta anke tante risate con i vostri racconti…
    Questo signore incarna ciò ke nel mio cuore si kiama “speranza in una nuova umanità” diversa da quella ke conosco e spero di poter leggere sempre in rete questo giornale
    Io sono come voi… mi dispero per la natura e per la stupidità umana fino a stare male… grazie per avermi ridato il sorriso oggi

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