La mappa della vita


Mappa Bioregionale

Un modo efficace per cominciare ad acquisire il senso della tua bioregione è quello di costruirti una semplice mappa che indichi alcune caratteristiche naturali del luogo dove vivi. Il processo di realizzazione della mappa costituirà un’esplorazione avvincente, ma sarà anche un arricchimento personale, poiché esso descrive una zona vicina dove mettere in pratica il ri-abitare ed il divenire nativo nel tuo posto vita. Questa mappa mostrerà un territorio mai disegnato prima con simili caratteristiche, dato che essa rappresenta il tuo punto di vista personale.

Hai solo bisogno di un foglio di carta bianco abbastanza grande e di penne o matite di almeno 6 colori diversi. Fai una X in mezzo al foglio, per rappresentare la tua residenza attuale, che potrà essere: una città, una casa o un appartamento, a seconda della scala di grandezza che avrai scelto per la mappa In alto a destra, nell’angolo del foglio, scrivi la lettera “N” che simboleggia la direzione del nord. Se non sai quale sia la direzione del nord, prova a ricordare dove nasce il sole (est) e da quel punto visualizza ciò che si trova a 90 gradi, oppure gira la testa di un quarto, verso sinistra. Puoi rintracciare il nord anche pensando a dove tramonta il sole (ovest) e da quella direzione sposta poi lo sguardo di 90 gradi verso destra.

Conoscere i punti cardinali è importante per la determinazione delle caratteristiche principali del posto in cui vivi. Per esempio, vorrai sapere quale direzione è più esposta al sole, perciò più calda, poiché le piante e gli animali reagiscono in modi diversi a questo fenomeno. Essa sarà anche un’informazione essenziale per posizionare una nuova casa, affinché quest’ultima possa assorbire maggior calore durante i brevi giorni invernali, quando l’arco del sole si abbassa sempre più sull’orizzonte, a seconda della tua distanza rispetto all’equatore. I punti cardinali sono necessari anche per costruirti un fede le archivio di informazioni sul tuo posto vita.

Usando la lettera “N” come orientamento, disegna qualche freccia sul foglio per indicare le direzioni da cui provengono, di solito, il vento e la pioggia. Potrebbe trattarsi di più luoghi a seconda del periodo dell’anno o ti un luogo determinato per ogni stagione. Suggerimento: se in precedenza non hai mai fatto caso a questo e non conosci tali direzioni, prova a ricordare quale soglia di casa si bagna di più quando c’è un temporale. quale davanzale interno diventa umido o quali finestre sbattono quando soffia il vento.

Poi disegna il corpo idrico più vicino alla X che simboleggia il posto dove vivi. Può essere un torrente, un fiume, un lago, uno stagno o persino una palude o un acquitrino. In certi casi può essere il mare. A questo punto diventerà evidente la scala della tua mappa: se hai una conoscenza discreta di un’area ampia attorno al posto che hai segnato con la X, avrai rappresentato un grosso corpo idrico, come un fiume principale, un grande lago o una baia marina; se invece non hai dimestichezza con una scala tanto grande, potrai cominciare cor un torrente o uno stagno vicino che conosci. Se è possibile, mostra come si collega ad un fiume o ad una palude. Nelle città la maggior parte del terreno è stata coperta con strade e costruzioni, così. se sei un cittadino, indica il fiume, il lago o il ruscello che si trova in un parco vicino. Indizio: la direzione che segue la pioggia nei fossi può indicarti dove si trova un corpo idrico. utilizza per questo un colore particolare come il blu, così che risalti chiaramente il sistema d’acqua ed usa altri colori perle parti della mappa ancora da disegnare.

Il corpo d’acqua che hai tracciato è circondato da territori più alti che, con la forza di gravità, vi fanno fluire l’acqua piovana o di sorgente. Queste terre più alte possono essere colline, se la tua mappa è fatta in piccola scala, oppure catene montuose. se la scala è molto grande. Dalle alture l’acqua si riversa a valle, per questo si usa il termine di “bacino idrografico” per descrivere tutto il territorio che circonda un particolare corpo idrico, disegna le colline o le montagne che creano il bacino idrografico in cui vivi.

Indizio: i bacini idrografici possono essere estesi come quello del fiume Mississippi con le Montagne Rocciose da una parte ed i Monti Appalachi/Allegheni dall’altra (In Italia si può citare il bacino del fiume Po, con le Alpi da una parte e gli Appennini dall’altra) o piccoli come un’altura che separa due torrenti o le collinette attorno ad uno stagno in un parco cittadino. Usa un colore diverso dal precedente che rappresentava acqua. L’elemento successivo da inserire nella mappa è il suolo.

Prova a pensare alle escursioni che hai fatto nelle diverse zone della tua bioregione, così da riuscire a disegnare i tipi di suolo: sabbioso, argilloso, roccioso, ecc.; in genere i territori d’altitudine sono più rocciosi di quelli situati in basso, poiché il terreno più soffice viene dilavato dalle piogge o asportato dal vento. Se ricordi di aver notato affioramenti rocciosi in cima alle colline, disegnali. Il terreno pi soffice(dilavato o trasportato dal vento) si deposita nelle valli o in luoghi meno elevati, che si trovano solitamente vicino a corpi idrici. Prova a pensare a dove può essersi depositato questo tipo di terreno ed evidenzialo sulla mappa. Indizio: potrai trovare questo suolo laddove hai osservato campi e fattorie, dato che gli agricoltori preferiscono un substrato ricco di sostanze nutritive. C’è del terreno sabbioso, oppure argilloso dove vivi ? Per disegnare questi suoli usa uno o pi colori diversi. Vedi poi di aggiungere ogni altra caratteristica geologica peculiare della tua bioregione, come lave, pareti di granito, grotte, depositi salini.

Ora raffigura alcuni esempi di piante ed animali nativi del luogo in cui vivi. “Nativi” significa animali selvatici, anziché domestici come cani, gatti o cavalli e vacche. Significa anche piante indigene, piuttosto che le piante coltivate per scopi alimentari o che sono state introdotte da altri luoghi per altri motivi. Ad esempio. le querce sono native del Nord America ma non lo sono gli alberi di mele (In Italia si possono sostituire gli alberi di mele, da noi nativi, con piante esotiche come il kiwi). Suggerimento: gli esempi di animali vanno dagli insetti ai pesci, dagli uccelli ai mammiferi. Le piante comprendono le graminacee, le erbe officinali, gli arbusti, gli alberi. Finora in questa mappa non vi sono segni relativi all’uomo. di solito questi segni sono così numerosi nei luoghi abitati che quasi non sarebbero appropriati per la mappa. Per intonare la mappa alla situazione attuale,traccia due aspetti opposti al rapporto che l’uomo ha con le caratteristiche che hai già descritto. Il primo sarà la rappresentazione delle cose peggiori che sta facendo la gente. Suggerimento: per esempio la produzione di rifiuti che minacciano di inquinare l’acqua, oppure le pratiche agricole non corrette che erodono il terreno, le attività di estrazione mineraria che creano pericolose scariche o le dighe che impediscono la risalita dei pesci in un fiume. Come secondo aspetto, cerca di raffigurare le cose migliori che sta facendo l’uomo per vivere in armonia con gli elementi naturali della mappa.

Suggerimento: fattorie a produzioni biologiche o che attuano la permacultura e perciò mantengono il terreno in salute, oppure progetti di riciclaggio che riducono i rifiuti. Altre attività che apportano benefici potrebbero essere: progetti di energia rinnovabile, il ripristino di fiumi o foreste ed altri tentativi per migliorare l’equilibrio fra le necessità umane e quelle dei sistemi naturali, gruppi di acquisto locale, mercatini biologici e artigianali, associazioni, incontri ecc. Naturalmente, questo dipender dalla tua opinione personale del momento, ma sarà un passo importante per conoscere come percepisci il posto in cui vivi. La mappa che hai fatto è un prospetto della tua bioregione ed anche una sorta di bandiera del posto. Essa mostra la tua dimora, per mezzo degli elementi naturali che localmente sostengono la vita. Questi elementi hanno bisogno di essere ripristinati laddove sono stati danneggiati e preservati dove sono ancora intatti. Alcuni di essi sono vere sorgenti per i basilari bisogni umani, come cibo, acqua, energia e materiali, e questo sarà possibile finché vi saranno metodi sostenibili, sia per la gente, che per le altre forme di vita.

Un senso del posto bioregionale può diventare la base per la tua idea di comunità. E’facile intuire che molti problemi della comunità trarrebbero beneficio da questo. Tra questi, l’uso della terra e le scelte di sviluppo, l’approvvigionamento idrico ed il trattamento delle acque di fogna, l’educazione e la sanità e persino la messa in scena di celebrazioni locali, per salutare eventi naturali unici: fioriture di stagione, la fruttificazione di piante native e la comparsa di animali selvatici. Anche i problemi locali hanno un aspetto bioregionale, dalla disoccupazione ed indigenza, ai trasporti e servizi pubblici. In parte essi possono essere risolti con progetti di conversione energetica, affinché veicoli ed abitazioni usino fonti di energia rinnovabile, con progetti che promuovano una certa autoproduzione di cibo, che riciclino materiali ed acqua o ripristinino ecosistemi danneggiati. Con una prospettiva bioregionale avrai un quadro ecologico più completo del posto in cui vivi, ma essa può anche aiutare a giungere a mestieri utili e ad una professione futura. Le località rurali e suburbane possono avviarsi verso un determinato ripristino ecologico, sia con i rimboschimenti,il recupero delle popolazioni faunistiche, la ricostituzione del suolo, il miglioramento dei corsi d’acqua danneggiati, che con altri progetti in grande e piccola scala, Attualmente, gli ambienti delle città non sono ecologicamente sostenibili e sarà necessario un arduo lavoro per arrivare a ciò. Ci sono molte opportunità per giungere a tale traguardo: ricostruzione di edifici, sviluppo di alternative al trasporto automobilistico privato, orticoltura comunitaria, ricostituzione dell’habitat selvatico urbano, riciclaggio, rivitalizzazione dei quartieri e pro grammi sociali, come l’impiego dei giovani nei vari aspetti della sostenibilità Chi pratica il vivere nel posto, possiede una qualità personale non raggiungibile altrimenti.

Diventare ri-abitatore ti renderà un membro autentico della tua comunità di vita. La tua mappa mostra un territorio che ha bisogno di sostegno e di difesa. Eventualmente, puoi unirti ad altra gente che vive nella bioregione, per scoprire altre cose su di essa ed esplorare modi di viverci che saranno appropriati per conservare una parte unica della terra. Come consiglio, prima di iniziare a cimentarsi nella progettazione di una mappa bioregionale, dare una lettura del semplice questionario per scoprirlo, libera interpretazione di quello scritto da Wendel Berry ( contadino, ecologista,pioniere)

Tratto da “ LA TERRA RACCONTA” A cura della Rete Bioregionale Italiana ed. AAM Terra Nuova

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2 risposte a “La mappa della vita

  1. Bellissima idea e articolo, che fantastico progetto il bioregionalismo. Peccato non sia ancora una teoria che dagli anni ’70 ad oggi è passata alla pratica e che non si è diffusa in modo capillare a parte dagli asili nido, dalle famiglie, e gli enti amministratori del territorio regionale, italiano ed europeo.
    L’ho retwittato sul mio profilo.

    Tramite l’attività dei miei parenti più stretti, della mia famiglia, grazie agli hobbies post lavorativi e alla vita fuori dalla città dopo un trasloco, ho potuto da piccolo sviluppare una sensibilità profonda per la Natura, conoscenze di gestione del giardino, piante e altro, e creare un vero interesse per i temi ambientali di cui cerco di prendermi cura ogni giorno attraverso azioni piccole ma costanti.
    Non è faccile tramandare questo interesse e questa attenzione e passarlo a conoscenti, amici o conviventi, ma ci provo sempre e continuo a sviluppare una delle mie più grandi passioni, informandomi, comunque, sempre.

    Bel blog.
    Ciao.

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