Aspetta primavera, Renato


Questo è l’anno che non avrei voluto vivere, o almeno  non lo avrei voluto vivere così.

Spersi in un posto e in una casa anonima, inospitale e senza anima, ci siamo trovati senza il nostro magico orto di verdure, legumi,  frutti, odori, colori… senza l’ allegra fioritudine delle insalate, della tavola minima ma ospitale, dell’intenso odore dei funghi a seccare, delle fragranze di melissa e menta, di timo e rosmarino, di salvia e lavanda .  Spenti i profumi, senza i boschi silenti, senza i piccoli corsi d’acqua, senza le poiane e i falchi, i cinghiali irsuti e poi le volpie  i tassi e  le faine… siamo un poco spersi, lontani dal “piccolo popolo” a cui apparteniamo.

Noi viviamo portando nei mercatini artigianali in strada i nostri manufatti di cuoio, opere di ingegno manuale e creativo che sono la naturale espressione del nostro stile di vita. Quindi  “Selvatici” inteso come tentativo di sottrazione al sistema imperante delle merci.

Bella da dire … siamo finiti in un grande Centro Commerciale a Torino per il periodo natalizio!!

Allora si possono inventare tutte le teorie giustificatorie, fare tutte le ipotesi lungimiranti , ci si può inventare ogni sentiero di autoassoluzione…. alla fine l’imperativo rimane: … fare euro sufficenti a passare l’inverno e poi ricominciare.

Non mi cospargo il capo di cenere, ho la leggera e sicura sensazione che questa sia una costante simile e condivisa a molti “alternativi”…. il popolo elfico campa anche facendo pizze alle feste musicali e di strada, molti villaggi, associazioni, gruppi, centri sociali campano facendo corsi, mostre mercato del vino, della provola, della rapa autoctona, della spilla autocostruita, del CD autoprodotto … settimane fa mi avevano invitato ad un corso sulla “Transizione” al modico costo di un quasi 100 euro al giorno, mi auguro che a nessuno gli venga in mente di invitarmi ad un corso autogestito di antagonismo militante con alloggio in ostello occupato e pasto in trattoria popolare condivisa … pagamento rateale alternativ – bond!

Mi pesano e li faccio pesare gli anni che porto, ho imparato ad avere uno sguardo “lungo”, ad indagare il tempo che vivo, a cercare e trovare il bello dei giorni che trascorro, e mi sento comunque un uomo fortunato perchè anche in queste giornate torinesi ho potuto incontrare persone meravigliose e ho saputo conservare occhi di ragazzo  su quello che mi passa attorno.  Intorno a me, a noi, passa e a volte si dipana un’ umanità complessa ma sensibile, anche nei luoghi più incredibili e ostili. Come se ci fosse un desiderio indicibile di umanità e bellezza in ciascuno …  diceva un mio omonimo: “se nulla salta agli occhi, è tempo che gli occhi imparino a saltare”

Ben venga primavera,  Renato!

Annunci

9 risposte a “Aspetta primavera, Renato

  1. Caro Renato, oggi, come vedi, ho parecchio tempo per leggere le parole altrui – e ritengo che sia un bene…
    Leggendo le tue di quest’ultimo post, non posso che sentirmi “a casa”.
    Ciò che descrivi è un po’ come essere costretti ad anestetizzarsi per una parte della giornata – come tapparsi il naso e chiudere gli occhi, prima di immergersi in un’acqua limacciosa.
    Quando ho finito di studiare, qualche tempo fa, e ho messo su casa, pensavo che avrei trovato di che campare utilizzando la mia creatività (che, ahimé, è sempre stata costituita solo da storie e parole: prodotti che si vendono poco e male, al giorno d’oggi…).
    La realtà molto spesso ci costringe in angoli angusti e ci troviamo a fare ciò che non vorremmo – o per cui non siamo tagliati.
    Le uniche consolazioni sono proprio nella primavera che si ripresenta alla porta, nel ciclo rassicurante delle piante e della Natura, nel rapporto indicibile coi nostri compagni di vita (a quattro e a due zampe!), nelle serate intorno al fuoco con gli amici di una vita…
    Fatti (fatevi!) coraggio: la primavera ritorna sempre, non delude mai.

  2. caro Renato
    condivido a pieno, bellissima la frase del tuo omonimo!!

    siamo tutti con un piede fuori e uno dentro, chi più chi meno, e certo che gli occhi salterini e i sorrisi aperti anche nei centri commerciali sono preziosi e indispensabili.

    questi “alternativi autoreferenziali” che popolano la rete sono di una pesantezza stratosferica!

    un augurio per l’inverno, che sia meno duro del previsto, e sono certa che riuscirai anche nella nuova casa a trovare odori colori e magari anche sapori che meritano!

    un abbraccio

    roBBy

  3. La domanda che comunque continua a perseguitarmi è questa: resistere a scapito della vita mia (tutte le altre … idem) o lasciarli soli e trovare la via di fuga del prigioniero(non disertore)?
    Fatevi sentire…

  4. Mah, non lo so.
    Naturalmente parlo senza conoscere i particolari, se non quelli che racconti tu.
    Certo non si può non tenere conto della propria esistenza.
    E tuttavia quella “via di fuga del prigioniero”… mi fa paura.
    Un disertore scappa, va.
    Per quanto possa essere riprovevole o non condivisibile la sua fuga – per lo meno ha come prospettiva un nuovo orizzonte.
    Ma un prigioniero… Non significherebbe in ogni caso recidere filamenti vitali, con tristi ripercussioni non solo sulla vita “spirituale”, ma anche su quella che conduciamo quotidianamente, azione dopo azione?

    Sono solo considerazioni: non mi permetterei di fare “lezioni” su argomenti così personali…

  5. L’uomo per vivere bene non ha bisogno di nemici, i nemici sono creati da idee diverse, le idee diverse spesso sono create dai nemici.
    Voglio dire che tendenzialmente l’uomo e buono e sensibile, ma anche incosciente e manipolabile da altri.

    Facciamoci coraggio, che ancora siamo vivi 😉

  6. ciao

    ho riletto tutti i commenti e non ho capito bene la domanda nel commento di Renato, il dubbio è se mettere tutte le energie per perseguire la propria sopravvivenza oppure se, durante il cammino, cercare anche di “contaminare” altri, che magari integrati nel “sistema” sembrano cercare qualcos’altro? ho capito bene?
    be’, io penso che si altalena un po’ tra la stanchezza che viene dal cercare la propra sopravvivenza “selvaticamente” e l’entusiasmo che questa vita più libera e vera porta con sé (ma io sono solo all’inzio!)… penso che se le persone cercano poi trovano e si incamminano, quando è il momento…
    intanto il blog, anche se virtuale e quindi parziale, senza occhi né sorrisi, è sicuramente uno strumento utile…

    non so
    certo ultimamente sento fortissima la voglia di essere disertore… e mi sa che diserterò sempre di più…
    abbracci

  7. Certamnte contaminare, disertare perchè questa guerra non mi appartiene, trovare sentieri “altri” sembra l’unica speranza… a volte si è un poco stanchi, e si desidera qualche scampolo di serenità.
    Buon cammino

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...