Ciao Alda


 

La mia poesia è alacre come il fuoco
trascorre tra le mie dita come un rosario
Non prego perché sono un poeta della sventura
che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,
sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida,
sono il poeta che canta e non trova parole,
sono la paglia arida sopra cui batte il suono,
sono la ninnanànna che fa piangere i figli,
sono la vanagloria che si lascia cadere,
il manto di metallo di una lunga preghiera
del passato cordoglio che non vede la luce.
Alda Merini, da "La volpe e il sipario"

Canzone per Alda Merini

Roberto Vecchioni

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2 risposte a “Ciao Alda

  1. Sai, della morte di Alda non ho voluto scriverne, né tanto meno parlarne.
    Quando Cristiano si soffermava sugli speciali trasmessi per radio su di lei, appena dopo la sua scomparsa, io me ne andavo. Cambiavo stanza, mi mettevo a fare altro.
    Potrà sembrare sciocco, dato che non l’ho mai conosciuta.
    Ho letto solo le sue poesie, quasi tutte. E l’ho sempre amata moltissimo.
    Insieme a Sylvia Plath, credo che sia la poetessa da cui ho appreso di più.
    Solo che con la morte di Sylvia avevo imparato a convivere fin da subito. Sylvia era il canto del vento ascoltato da sotto terra.
    Alda no. Alda era la Vita – impetuosa, abbacinante, dolorosa eppure bellissima.
    E ora non c’è più.
    Non immagini che effetto mi faccia. E’ come se le parole non avessero più la stessa forza di prima.
    Sembra stupido – forse lo è – non so…

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