40 anni senza andare fuori tempo


woodstock-poster“Quando siamo arrivati a Woodstock / Eravamo come minimo mezzo milione / E dappertutto canzoni e aria di festa / E ho sognato di vedere i bombardieri  /Che sganciavano le bombe in cielo / E le bombe si mutavano in farfalle / Sopra la nostra nazione…”

Woodstock, Joni Mitchell

 

Un giorno imprecisato di Ottobre: mattina, devo accendere la stufa e per farlo preparo un poco di carta ed alcuni legnetti. Carta quella di giornale,  l’uso che faccio dei quotidiani è solo questo anche se in altre epoche ero solito leggerne almeno 2 – 3 ogni giorno senza contare le varie riviste. Me li portavo in giro con orgoglio e anche come fosse un “gesto di sfida” infilati nella tasca posteriore dei pantaloni o in quella laterale del giaccone… avevano nomi gloriosi come Lotta Continua, Avanguardia Operaia, Potere Operaio, Rosso, A/traverso

Faccio per appallottolare la pagina quando vengo preso da sgomento, un titolo in basso a destra mi comunica che:” Il Rock è morto e anche il Mito è morto”!!

Leggo ansiosamente  l’articolo perché la dipartita del Rock mi era sfuggita e quella del Mito la credevo impossibile: in sintesi essendo quel giorno (penso di agosto) il quarantennale di Woodstock l’autore ci annunciava che finalmente il Rock era morto e sepolto così come il mito di quella generazione alternativa e ribelle e che finalmente le giovani generazioni avevano altra musica da ascoltare e altri miti a cui fare riferimento.

A fine lettura brucio allegramente la pagina de La Stampa nella stufa, personalmente non mi frega assolutamente nulla di cosa ascoltino le nuove generazioni o quali miti abbiano, il Rock per me si è fermato con i R.E.M. ma ascolto solo raramente musica, a parte la dose quotidiana di Bob Dylan e di Miti ne ho pina la vita ( la Manù ne studia le origini e la genesi, poi riassume). Non riesco neanche più ad incazzarmi di fronte a questa pervicace opera di cancellazione, distruzione e rimozione delle culture alternative ed antagoniste degli anni 67 / 77 figurarsi se mi incazzo per le palle che scrivono:

Ma di questo parleremo prossimamente.

Il tutto finirebbe qui se… se alcuni giorni più tardi grazie ad una serata di catatonia cosmica non mi rimbecillissi per un tempo indefinito guardando la trasmissione TV denominata X Factor, durante la quale alcuni esemplari di “giovane generazione” laccati, impomatati, tra-vestiti da star tentano di cantare canzoni di successo (sob) di fronte ad un finto pubblico urlante. Non bastasse questo, ad un certo punto arriva l’ospite, ovvero un idolo, un mito ovvero tale Zampaglione.

Ignorando chi sia, ascolto!

Rimango attonito e interdetto, al mio tempo un tale squaqquerone non lo avrebbero fatto cantare neanche nel garage di casa, ma se è il mito sono felice di non essere giovane.

E mi torna in mente l’articolo de La Stampa … ho un nipote smanettone, personale fornitore ufficiale di film, lo contatto e chiedo di scaricarmi il Mitico Woodstock versione integrale. Quindi tra pochi giorni, tornati da Pisa, serata speciale  con dose spropositata di lattine di birra e rutto libero: perché cara la mia giovane generazione, tu ascoltati pure lo Zampaglione che io mi tengo la voce possente di Grace Slick e la chitarra fiammeggiante di Jimi  Hendrix che a quanto pare in questi anni l’unica cosa morta è quel “ribellarsi è giusto” che ogni ventenne dovrebbe urlare almeno una volta nella sua vita.

grace

Grace Slick

Advertisements

4 risposte a “40 anni senza andare fuori tempo

  1. Bellissimo articolo.

    Come diceva la mia nonna, ad ogni stagione il suo melone.

    Oggi che il clima è ingegnerizzato e le stagioni sparite, sai che buoni i meloni dei giovani ceh se continuano così si ciberanno di SIM Cards

    Mmmmm me le vedo già le 4 Sim in padella, belle e buone come le ultime minestrine fosforescenti..
    probabilmente al cesio 137.

    Davvero un bell’articolo, cavolo mi tiri fuori Grace Slick.. se vedevo anche il Dirigibile svenivo di botto.

    Grande..

    Ciao.
    Ubi Morazzoni.

  2. I decenni passati sono come una perla chiusa in fondo al mare… sono un fiore colto che muore di troppa bellezza… sono un fatuo ricordo cullato dolcemente sull’altalena del tempo.. un dolce sogno nella mente Dio mentre riposa dopo pranzo!!! Sono un caro amico scomparso che mai più ti troverà!!!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...