Risarcimenti


torre_babele_jpgFacciamo che è un periodo che non mi viene di parlare di orti, di decrescita, di bioregionalismo….

Facciamo che quando uno non ha molta voglia di scrivere … legge!

Facciamo, dato che sto davanti al computer, vado a cercare pagine scritte da amiche/amici lontani.

Facciamo che questo blog sia talmente scritto meravigliosamente bene che ci viene voglia di dirottare li tutti i nostri improbabili lettori , almeno per risarcirli della noia che procuriamo loro.

Facciamo che adesso vi proponiamo un assaggio di post e poi andate a cercarvelo!!
…Della questione Palestinese io non conosco il prezzo giusto, ma so che lo stanno discutendo al mercato. Un bel mercato, ai piedi della Torre di Babele.

“Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: “Ecco, essi sono un popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l’inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro”. Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra. “

A volte penso che dopo esserci dispersi, ci siamo ritrovati nuovamente intorno alla stessa Torre; lentamente, nell’arco della nostra storia, abbiamo ricostruito ancora qualcosa che assomiglia alla grande citta’, la nostra societa’ appunto, un mercato globale.

E ci siamo riusciti nonostante parliamo stavolta lingue diverse; siamo veramente ai piedi della Torre, in un luogo globale.

L’unica differenza e’ che prima di disperderci avevamo una citta’, questa volta abbiamo costruito  un mercato.

Noi non vogliamo esistere, vogliamo solo vendere e comprare, contraccambiare, trattare, barattare, scambiare, vincere, avanzare, noi siamo un mercato.

PRODUCICONSUMACREPA.

Vi e’ odore di spezie e di frutta fresca, di verdure calpestate per terra, di carne morta passando davanti al banco del macellaio. Ci siamo ritrovati tutti insieme a far compere nella piazza globale, i grandi e i silenziosi del mondo. Non c’e’ casta, non c’e’ splendore, veniamo tutti a bere a questo grande pozzo, in questo mercato un po’ sporco, dove tutti urlano qualcosa che non capiamo.

Akol be-shekel! Akol be-shekel! Siamo tutti qua.

Pare che nella parte nord si contratti sulla foresta Amazzonica, poco distante un altro gruppo di persone discute del prezzo dell’Acqua del Mondo e ancora, vicino al ponticello, si parla delle persone che muoiono di fame mentre noi facciamo diete per non ingrassare.

Si rumoreggia che stiano contrattando il prezzo della questione Palestinese in qualche angolo all’ombra. Sono sicura che ci saranno lo Stato di Israele, Dio, il deserto, il Retaggio Storico, l’America, l’Europa, la Lega Araba, il Petrolio, la Crisi Mondiale, l’Odio e tutti i suoi 40 cugini. I Palestinesi non potranno entrare immagino.

Rimarranno molto tempo, tutti insieme, ad urlare, senza capirsi.

Yallah! Lech! Wallah!

Io sto cercando l’angolo del mercato per assistere allo spettacolo; pare che sia una vendita impossibile, troppi prezzi, troppe lingue, troppe persone.

E questo mercato mi stupisce, man mano che avanzo e mi disperdo. Si vende di tutto qua, anche Dio.

Tranne il venerdi’, il sabato e la domenica. E il lunedi’ nelle bancarelle italiane.

…..

“Si accettano favori, figlie femmine, pezzi di terra, giacimenti petroliferi, spazi parcheggio sulla Luna.”

…..

Questa societa’ e’ un mercato malato.
Un tempo quello che avevamo in progetto di fare non sarebbe stato impossibile, vivere in pace credo, parlare e dialogare perche’ si parlava tutti un’unica lingua e c’era poi questo progetto di costruire qualcosa insieme e arrivare a Dio, questa Torre credo, fra le cui ombre si sviluppa il mercato.

Io sono qua, nella strada sbagliata del mercato, tutti urlano, tutti vogliono vedermi qualcosa.

L’odore a volte e’ nauseabondo eppure voglio perdermi nel mercato, voglio vedere lo spettacolo.

Quale spettacolo? Quale teatro? Quale prezzo?

Lentamente la Vecchia Torre di Babele si frantuma sopra la nostra testa…

Il post completo lo trovate qui:

http://unitalianaintelaviv.blogspot.com/2009/03/quanto-costa.html

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3 risposte a “Risarcimenti

  1. Facciamo che vi considero amici e da come scrivete non sento molte vibrazioni , a me gli amici piacciono vibranti .

    Facciamo che torna la voglia di remare ???

    Puntate il dito (( O ))

    ok …………………….

    saluti Mattia

  2. Facciamo che …” se l’acquila ferita vola rasoterra, questo non significa che sia diventata una gallina! …”
    Saludos

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