Piovono pietre


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E’ quasi un mese che non metto mano all’orto, a volte mi capita di guardarlo sconsolato, pensare a quante cose potrei fare e poi … poi faccio altro. Prima è arrivata la botta dello sfratto: dato che il proprietario (maledetto) della casa, dopo averci illuso sulla possibilità di acquisto, andato a monte in seguito alla lievitazione innaturale del prezzo, a fronte delle nostre proposte riguardanti lavori improrogabili, ha richiesto una verifica sulla stabilità strutturale, noi nel giro di una quindicina di giorni ci siamo trovati con un trasloco da fare senza sapere dove andare, poi la devastante grandinata di venerdì 17 Aprile che ha praticamente rasato e surgelato ogni cosa. Insomma la classica merda fino al collo!

Come la stiamo risolvendo??

Questa è una risposta che lascio alla fantasia degli improbabili lettori, diciamo che con una salto temporale all’indietro ci siamo ritrovati a fare cose che facevamo negli anni 70’ del secolo scorso e … siamo andati a dissolverci in cometa.

L’orto quest’anno sarà molto poco sinergico e molto brado,sospeso tra qui e il luogo che ci accoglierà;  pensare che me lo ero progettato, disegnato, tracciato e impostato, pronto ad accogliere il biochar, come il pollaio era pronto per accogliere  le galline e la dispensa le conserve.

Ogni cambiamento, anche forzato e improvviso, ci obbliga a uscire dalle abitudini consolidate, stimolando fantasia e  progettualità, diventando occasione insperata per lasciare alle spalle sicurezze logore e paludose rimettendo in moto le energie necessarie per ripensare l’immaginario.

Tutto questo stravolgimento ha anche portato alla luce la distanza siderale che ci separa dalla piccola colonia freak di “Borgo Bassi” che di alternativo e solidale conserva ben poco evidenziando al contrario le caratteristiche di clan chiuso, autoreferenziale e conservatore.

Domani però ci lavoro alla nostra T.A.Z. ( temporary agricoltur zone ) che posso rincalzare le patate, trapiantare zucche e zucchine, diradare le carote sopravvissute e dopo …

dopo se sa no!

gatto in sfratto

gatto in sfratto

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9 risposte a “Piovono pietre

  1. Bisogna tener duro. La vita ha i suoi imprevisti e a volte ci sembra di sprofondare.
    Voi avete i vostri problemi come io ho i miei, ho appena perso il lavoro, come ognuno ha i suoi. Dobbiamo affrontare la vita sempre con ottimismo e serenità d’animo. Questo mi insegna la vita.
    Spero che le cose si mettano per il meglio, sia per voi che per noi. Un saluto caloroso.

  2. ciao selvatici,

    tenete duro dopo questa salita ci sarà di nuovo una fantastica cima e poi una discesa….. intanto ci manteniamo disponibili per darvi una mano al vostro sos…. fateci sapere cosa possiamo fare per voi!!!

    un grosso abbracciollo libero caldo e libertario…. che vi vada bene
    paola nico e cagnetto nero oscar in arte zampetti (quelli della tenda tenda)…

  3. Renato e Manù, leggo solo ora e sono costernata. Sì, d’accordo che ogni cambiamento si porta dietro nuove sfide etc., ma… un trasloco in quindici giorni? E senza saper dove andare?
    Non serve a molto ma: vi penso, sappiatelo.

  4. Ciao Renato e Manu,
    sono Valeria di Albenga, ci siamo conosciuti alcuni anni fa ero venuta su da voi.
    Fateci sapere se possiamo aiutarvi in qualche modo, se non trovate un alloggio possiamo anche ospitarvi per qualche tempo (anche se con una sistemazione un po’ provvisoria).
    Ciao
    Valeria
    maselval@gmail.com

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