Chi li ha visti?


primitivismo-1Dato che oggi è una giornata di quelle fredde, umide, piovose e la Manu è andata in quel del Padovano per un convegno … ci si mette a scrivere. In effetti c’erano alcune cose che volevo condividere con gli improbabili lettori e le lettrici viaggiatrici di questo blog, perché da alcuni mesi a questa parte siamo inondati da e-mail, commenti e telefonate di ragazze/i che cercano consigli ed indicazioni sul come, dove e perché cercare e praticare uno stile di vita improntato alla “semplicità volontaria”, all’autosufficenza ed a una più stretta

inter-relazione con la natura o semplicemente comunicano sfogano la loro insoddisfazione e alterità allo stato presente delle cose. Non solo, ma veniamo pure contattati da mamme preoccupate alla ricerca di figli/e “on the road” e persino dalle “forze dell’ordine” pure loro alla ricerca.

Insomma la cosa comincia ad assumere un aspetto tra il “chi l’ha visto” e il “collocamento alternativo-freak” !!

La mia compagna ed io facciamo un bel 108 anni in due (nella media ci guadagno abbondantemente) e abbiamo ben poco da insegnare, le nostre scelte di vita sono frutto di percorsi e culture politiche che non sono riproponibili oggi, siamo approdati a questo borgo abbandonato come scelta di “sottrazione” ad un mondo che non comprendiamo e non ci piace, sottrazione resa possibile dalla sinergia dei saperi di ciascuno (lei bravissima artigiana-artistica, io forse-contadino e camminatore curioso), questo ci permette di autoprodurre parte del nostro cibo e recuperare il denaro necessario per il resto, insomma possiamo vivere senza “lavorare” per un salario.

Le condizioni di salute di Manù e la mia non giovane età (eufemismo permesso) unite alla nostra comune orsitudine ci hanno portato e ci portano a centellinare rapporti sociali e viaggi. Il nostro stile di vita è di tipo resistenziale e non progettuale: non avevamo progetti quando siamo arrivati qui, e non ne abbiamo per i giorni a venire, se non quello di vivere dignitosamente il nostro tempo.

Sarà per il bagaglio politico, per lo sguardo critico, per le storie vissute ma non abbiamo alcuna fiducia in un possibile cambiamento collettivo, non ci sentiamo di mettere molte energie nelle utopie che progettano un radioso futuro.

Certo ci piacerebbe vivere in un eco-villaggio, con casa costruita con i criteri della bio-edilizia, con pannelli solari, turbine eoliche, riciclo delle acque, situato in un territorio incontaminato e magari parte di un comune partecipativo …

Non abbiamo soldi e sinceramente nelle nostre vite non abbiamo mai fatto nulla per averli e non abbiamo neanche energie e tempo di vita rimanente per fare grandi progetti. Perché per “grandi progetti” o soldi e tempo li hai o devi lavorare per molto tempo per averli.

Nei nostri anni abbiamo preferito fare altro.

Allora i casi sono due, cari i miei improbabili lettori e improbabili lettrici: o date retta alle vostre intuizioni e partite, per iniziare la vostra avventura di vita verso un qualche posto che ancora non conoscete, e molti torneranno tra le braccia amorevoli di questa società (comunque ne sarà valsa la pena).

Troverete gli Elfi, le comunarde di Campanara, gli zappatori dell’Acquacheta e tutti/e quelli/e come noi che abitano i luoghi di confine.

eroi-primitivi

Oppure vi impegnate per dare forma e vita a progetti collettivi che sicuramente richiederanno tempo, energie, fatica ma sono un “possibile futuro” e allora troverete gli Ecovillaggi, la Permacultura, le pratiche di Transizione e le Collettività Urbane

Per vite come le nostre occorrono risorse interiori non indifferenti, occorrono visioni spirituali che si accumulano con il tempo, bisogna essere capaci di fare proprie le parole di H.D.Thoreau: “volgi il tuo occhio all’interno, e scoprirai migliaia di regioni nel tuo cuore vergini ancora. Viaggiale tutte e fatti esperto in cosmografia interiore…”

Non so quale sia la scelta migliore, ma in questa domenica di fine marzo proprio mentre la TV ci trasmette l’incoronazione del gerarca mi viene da dire che è tempo di farla perché l’orrore che ci attende è insopportabile.


Buon cammino, ovunque vi porti

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11 risposte a “Chi li ha visti?

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