Il ritorno del nanocurie


cernobyl Il 24 febbraio 2009, Berlusconi ha firmato a Roma con il presidente francese Nicolas Sarkozy un accordo che prevede, in collaborazione con la Francia, la realizzazione sul suolo italiano di 4 centrali nucleari che utilizzeranno la tecnologia francese. Una vera manna per la Francia, unico paese al mondo a dipendere quasi totalmente (circa 80%) dal nucleare per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico, ed ha necessità di esportare e capitalizzare i propri investimenti nell’atomo. Una vera mazzata per l’Italia che dopo il referendum del 1987 era riuscita a liberarsi da una tecnologia pericolosa ed antieconomica che buona parte dei paesi nel mondo stanno abbandonando. Nonostante dopo più di 20 anni lo smantellamento delle vecchie centrali nucleari italiane sia stato completato solamente all’8% e il governo non abbia la benché minima idea di dove stipare la grande quantità di scorie nucleari prodotte nel breve arco di tempo durante il quale le centrali sono state in attività. A me non viene molto da dire, ancora meno mi viene da fare, nel senso che non riesco proprio a pensare a “che fare”. Ci meritiamo questa classe politica ( di destra o sinistra che sia), ci meritiamo i vari Chicco Testa e persino i Lavelock che cambiano idea (legittimo) quando il vento cambia direzione (sospetto) … non capita mai il contrario: non si pentono mai i poliziotti del G8, gli industriali della Tyssen, i politici delle trame mafiose i banchieri furbini!

zappatori a Montalto di CastroMi sembra quasi di avere buttato tempo ed energie partecipando al movimento antinucleare, dal campeggio di Montalto di Castro e relative botte da orbi, alle manifestazioni a Caorso e relativi scontri. Ho un bellissimo ricordo della regata antinucleare che organizzammo a Pavia, navigando con la più incredibile e inverosimile flottiglia pirata dal ponte coperto fino a.. Portalbera , dove ci arenammo causa vento gaglioffo e contrario. Nel 1986 abitavo nel mio paesello natale, Canneto Pavese, dove avevo affittato una piccola azienda agricola e producevo un ottimo vino. Era il primo anno di conduzione , con alcuni amici e compagni iniziai a organizzare un ‘appuntamento rituale che nel corso degli anni avrebbe assunto dimensioni inusitate e ingovernabili ovvero il Primo Maggio con i Tuoi. Quella prima stupenda giornata di maggio la trascorsi in tenerezza conviviale con una decina dei miei più cari amici, pranzammo e cenammo e passammo la notte su panche e tavolacci improvvisati, proprio sullo sterrato che tagliava a metà il vigneto protetti dal sole da alcune lenzuola bianche che avevo steso tra i pali di sostegno delle viti. Lenzuola ne avevo moltissime, regalo di madri, zie, aspiranti suocere … insomma la famosa “dote”; molte di quelle lenzuola erano finite, debitamente istoriate, dipinte e issate su lunghi pali di legno, a traversare fieramente svariati e variegati cortei. Il 26 aprile di quell’anno era esplosa la centrale nucleare di Chernobyl, ma noi poco o nulla sapevamo, le notizie filtravano lentamente ma ricordo che abbiamo parlato molto in quel giorno di nucleare, dei pericoli, dei dubbi e di cosa si poteva fare. Per un qualche motivo quelle lenzuola rimasero appese per parecchi giorni, e intanto le notizie e gli allarmi si moltiplicavano: sul Manifesto una incredibile vignetta di Vauro dava forma al NanoCurie, ovvero alle particelle radioattive che vagavano per l’Europa portate dalla circolazione dei venti. Io guardavo le lenzuola e le insalatine e alla fine seppellii sia quella tenda improvvisata che le tenere verdure … un modo per esorcizzare la paura. Tengo ancora svariate coppie di lenzuola, forse serviranno per accogliere amici a venire e forse per rendere visibile la rabbia scritta, disegnata, colorata nel caso ci tocchi tornare sulle strade come “teppa in cerca di baruffe”. Spero che gli improbabili lettori, in qualche baule, scatolone o solaio, abbiano altrettante lenzuola, per gli amici che verranno e per l’indignazione che sale incontenibile come lava verso il cielo.

Tanto per farsi una memoria, consiglio di leggere qui

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2 risposte a “Il ritorno del nanocurie

  1. Dopo Chernobyl a manifestare a Caorso ricordo di esserci stata anch’io (con un’amica allora incinta, ed oltremodo preoccupata).

    Mi sembra che su questa notizia ci sia davvero pochissimo allarme, non ne ho letto granché nemmeno sui blog dedicati. E c’è qualcosa di veramente surreale, divertente ed istruttivo nel fatto che l’allarme parta da un piccolo blog che vive isolato nell’entroterra ligure e non da chi è esposto alle notizie tutto il giorno 🙂

    Ho firmato la petizione, ovviamente… e le lenzuola son sempre pronte. Gracias 🙂

  2. uau, miriam, che rapida risposta!!! quasi una chat!
    eheheh che vuoi… la gazzetta del coboldo viaggia alla velocità della LUCE…
    abbracci 🙂
    manù

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