L’orto che verrà, cap. 2


renato-uccellini3Aspettando le condizioni ideali per poter riprendere i lavori dell’orto, mi dedico alla progettazione fantasiosa. Prese le misure delle varie terrazze e riportate su carta bisogna segnare per ogni bancale i vegetali che andremo a trapiantare e a seminare tenendo conto sia delle consociazioni che degli avvicendamenti stagionali. Poi bisogna anche tenere conto della differente esposizione solare, della composizione del terreno e pensare a siepi antivento, ai sostegni per le rampicanti, ai bidoni per i macerati, per il compost tea, a posizionare il compost e gli sfalci in compostaggio, infine la serra per preparare i vasetti.

Per rilassare i pensieri cominciamo … dai fiori!

Sia alle estremità dei bancali che in alcuni angoli delle terrazze seminero:

Calendula ( Calendula officinalis ) pianta medicinale, ottima per oleolito e creme oltre che commestibile( i petali ingentiliscono l’insalata ). Attenzione che si riproduce tanto da diventare infestante.

lavanda

lavanda

Nasturzio ( Tropaeoleum ): repellente per molti insetti nocivi e anche per la mosca bianca. Fiori e foglie sono commestibili.

Rosa dell’India ( Tagetes Erectas ) e Garofano indiano ( Tagetes popula ) i fiori sono nematicidi: le radici contengono composti dello zolfo che che inibiscono lo sviluppo dei nematodi.

Oltre ai fiori è bello e utile avere piante aromatiche: rosmarino, salvie, issopo, timo, origano, santoreggia, maggiorana e poi levistico, menta, melissa, camomilla e diversi cespugli di lavanda. A beneficio dell’orto, degli insetti impollinatori e dei nostri sensi.

Alla luna calante di Febbraio ci sono da tagliare le canne che serviranno da tutore a fagioli, fagiolini e pomodori e anche giovani carpini e noccioli, belli dritti di circa mt. 3 – 3,50 che serviranno per fare degli archi tutori sempre per le rampicanti ( chi avrà avuto occasione di vedere foto o filmati di Emilia Hazelip ricorderà gli archi di tondino usati come tutori …io preferisco farli in legno anche se durano solo due anni, poi serviranno per accendere le stufe). Sempre in luna calante si tagliano anche i pali di sambuco di 2 mt. Circa e del diametro adatto a manici ( dopo la pelatura) di vanghe, pale, zappe ecc.

Vanno tagliati e legati bene in mazzo (per tenerli dritti o leggermente curvati a seconda dell’attrezzo a cui sono destinati) per essere riposti in luogo asciutto e ombroso per la stagionatura. Il sambuco, se adeguatamente stagionato ha il pregio di essere resistente e leggero. L’anno seguente si pelano e si rendono lisci con la carta vetra o con schegge di vetro o selce, poi una passata di cera e sono pronti per essere inseriti negli attrezzi.

Nell’orto troveranno posto anche alcune casette – nido per piccoli uccelli, una casetta aperta sui lati dove mettere un abbeveratoio sempre per uccelli e una a terra con abbeveratoio ( poco profondo) per ricci, tassi ecc posizionato al lato più esterno dell’orto verso il bosco … qualche fascinetta di legna, ottimo rifugio per vari

levistico

levistico

animaletti benefici e alcune cassette –nido per i bombi.

Dato che anche il Renato abbisogna di ombra, ogni tanto, ci facciamo un bel pergolato con sottostante tavolo, panca e adeguato bidone di acqua per tenere in fresco la birretta di ordinanza…a allora viene da dire: “quanto lavoro per un poco di verdure!”

“ … i doni di scrivere, di dipingere, di comporre, di curare l’orto, di accarezzare, di sognare, di vedere, di assaggiare, di cambiare il mondo e la vita non cadono dal cielo, sono la gratuità che si crea, sradicandosi dal magma pulsionale, trascinandosi da una sconfitta a un nuovo inizio per sbocciare un giorno o l’altro nella grazia di un momento felice. A rischio di perdersi, la creazione non obbedisce all’obbligo, essa è spinta dalla forza irresistibile e spesso discordante dei desideri. Così essa si batte senza perdersi, accrescendosi di ciò che dona, al contrario del lavoro che si compie usando e consumando. Perché la creatività emana da una natura che offre le sue ricchezze e chi sa raccoglierle, non da una natura violentata dall’oppressione e dalla gloria del denaro: Si lavora contro sé e gli altri: Si crea per sé e per il piacere di tutti…”

Raoul Vaneigem, Ai viventi sulla morte che li governa e sull’opportunità di disfarsene

Ed Nautilus

camomilla

camomilla

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5 risposte a “L’orto che verrà, cap. 2

  1. Sì il lavoro è tanto, bisogna predisporlo per tempo, aspettano il momento giusto.
    Ma poi assaporando le fragranze, godendo delle fioriture, gustando un sapore sconosciuto ai più, il sudore, la fatica scompaiono come per incanto e, in quei momenti si è davvero felici ed appagati per ciò che si è fatto.
    buon cammino.

  2. Orto giardino con i fiori:-)

    Conosci qualche metodo valido per tenere alla larga i predatori delle verdure ortolane?

    Io ho grossi problemi con l’istrice caprioli e cervi, non li ferma neanche le ricinzioni.

    Grazie e buon lavoro

  3. Caro Harloch, caprioli e cervi non li ferma nulla, e l’istrice non vive, per ora, in queste zone. Alcuni contadini mi dicevano di spargere polvere di cartucce, altri cacca di cane… insomma tutte cose molto empiriche. A me era venuta l’idea degli gnomi con luce intermittente e pannellino solare in vendita alla lidel(?) a 8-9 euro ma potrebbe essere ancora più empirico. Che dire??

  4. Sono selvatici ma mica tanto!
    Di cani oltre il mio ce ne capita tanti, polvere di cartucce, potrei provare. Ma sono sicuro che della luce ad intermittenza non gliene frega niente, perché la zona non è proprio isolata e le luci in vicinanza ci sono, compreso quelle della strada.
    Ho provato con dei CD appesi agli alberi, ma sembra che conoscano anche la musica:-D

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