Il gatto, l’atomo e il ciliegio


Viviamo in questo borgo da circa sei anni, quindi la nostra “memoria” del posto è molto corta, non abbiamo una storia, neanche ricordi di persone, le case non ci riportano ai gesti e ai volti… i muri, le pietre, le terrazze raccontano storie e fatiche di genti sconosciute ma non abbiamo chi ricordare. Abbiamo perso alcuni animali, quattro gatti e un cane, o meglio un ippopotamo travestito da cane, che abbiamo sepolto sopra la casa e ci abbiamo piantato alberi:…..

…un noce e un melograno, non con fare funebre a imitazione dell’umano ma immaginando che gli atomi dispersi dei nostri piccoli amici andranno a formare nuove vite: il melograno è una pianta degna di un gatto, il noce, pianta generosa, sarà compagno di un cane altrettanto generoso. Anche a me piacerebbe stare nel piccolo orto sopra casa, disperso sotto il ciliegio tra piante aromatiche e grandi alberi da frutta e quando finirà il mio tempo andrò a stare nel grande compost della vita per liberare galassie di atomi e magari ritrovarmi parte di rami, foglie e frutti, graditi agli umani, agli uccelli, o che so, al tasso e al ghiro… penso con allegria che potrei girare per questo posto magari sotto forma di cacca di cincia, ma continuando a farne parte. Viviamo in un tempo crudele, persino la morte è ridotta a merce, sembra incredibile ma morire fa aumentare il PIL, non morire potrebbe causare il crollo dell’occupazione, un ristagno dell’economia…la caduta di un governo! Io non ho idee al riguardo delle “vite possibili”, reincarnazioni o altro e non penso neanche che le vite continuino nella memoria dei viventi, tengo ricordi, delle persone che mi hanno lasciato, sempre più fievoli e indistinti: un padre, una moglie , tantissimi amici; un pugno di anni e non rimane nulla. Ma non viviamo per essere ricordati o scordati, viviamo per essere, per permettere che altro sia , con le azioni, le emozioni e i pensieri noi contribuiamo a plasmare quello che è, quello ancora a venire e quello che lasciamo farà parte di quello che sarà.

Allora, che sia bosco!

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2 risposte a “Il gatto, l’atomo e il ciliegio

  1. …pensieri e parole in una combinazione resa armoniosa per chi legge , portate a sentire la liberta’ …

    che possiamo diventarre parte del compost della vita magari non sara’ possibile , dato gli enormi limiti imposti , ma sapere che la nostra parte non visibile vada tra boschi alimentando la forza della terra e ‘certo .

  2. Se posso dirti la mia.. io fino a non molto tempo fa pensavo che non esistesse niente al di fuori della materia. Poi per motivi che non sto a raccontare per farla breve, ho iniziato a studiare l’astrologia, come se fosse storia, o geografia…un qualcosa che non serve a nulla ma che si si può studiare come altro, tutto diventa sapere infine, pensavo, anche quello che appare inutile. Giorno dopo giorno ha iniziato a sembrarmi più logica della matematica.. e così il pensiero è stato che se esiste un legame tra carattere, destino, pianeti e costellazioni, allora tutto l’assurdo può esistere, anche Dio e un qualche aldilà inimmaginabile, magari fantastico come quello biblico.
    Sennò va bene pure la cacca di cincia, io non mi lamenterei 🙂
    Mi piace l’idea dell’albero che ci somigli ad avvolgerci con le radici, sì bella.. meglio della lapide a mia immagine e somiglianza.

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