Che vita, ragazzi…che vita. (parte seconda )


….dicevamo… i nostri vicini più vicini abitano a circa un km. da casa nostra: sono una coppia di anziani che da sempre vivono qui, il sig. Ermanno e la moglie Angela, questa simpaticissima coppia abita da sola il piccolo borgo che si anima solamente in estate,dato che le case sono state acquistate da una colonia di tedeschi, mentre per il restante periodo dell’anno il borgo resta deserto. Entrambi sono una fonte inesauribile di storie e culture della montagna ( gli piace moltissimo chiacchierare ),…


fino a pochi anni fa allevavano pecore e mucche, facevano il burro e il pane, coltivavano grano, farro, avevano un centinaio di alberi da frutta e si facevano il vino. Adesso tengono un orto e un poco di frutta che la stanchezza si fa sentire. Sono i miei spacciatori personali di fagiolo Pelandrone, che coltiviamo anche noi ma solo per il nome essendo autoctono e rusticissimo: fatti seccare hanno una buccia talmente spessa che li devi ammollare con tre giorni di anticipo, poi una volta cucinati e mangiati tipo all’uccelletto provocano una massa di gas intestinali tale che il Tognazzi del petomane è un eufemismo sottile. Ogni tanto andiamo a trovarli: allora Angela mette la tovaglia con il pizzo, sforna la torta e Ermanno stappa il bottiglione ( non dovrebbe bere dice Angela)…l’ultima volta erano le undici di mattina: tre bicchieri di rosso ( tipo boccale) e sono tornato che sembravo il fantasma di dracula! Il cruccio di Ermanno sono: cinghiali, caprioli e tassi che gli sbafano l’orto, volpi, faine e poiane che gli sbafano le galline…lui inveisce un poco quando ne parla, agitando il braccio ma lo fa quasi sorridendo, in fondo anche la presenza di questi animali gli fa compagnia e poi Ermanno è un cacciatore che non spara più. Entrambi invece vanno per funghi…lo scorso anno dopo abbondante pioggia, avendo contato i giorni tenendo conto delle fasi lunari, dei venti e delle onde cosmiche mi sono diretto poco prima dell’alba verso la costa più ripida e inaccessibile della montagna, dove nascono i porcini neri, sicuro del fatto di essere il primo e l’unico… Ermanno e Angela stavano scendendo con un cesto di funghi che ci facevi il risotto per il raduno nazionale degli alpini.
Quest’anno mi accampo con la tenda e i viveri.
A dire la verità non sono proprio soli: condividono il borgo con una torma di gatti dimensione criceto e Bobbi, il vecchio cane da pastore ormai in pensione. Bobbi è media taglia, nero ispido ingrigito e abbaia per contratto: sono sei anni che ogni volta che passiamo ci segue abbaiando furiosamente per 5-6 metri poi scodinzola soddisfatto e torna indietro o se in vena socievole si avvicina per una grattata di testa. Ermanno e Angela girano in ape, mezzo con il quale si spingono fino ad Erli o Garessio, non si capisce come riescano a starci entrambi.
Poco più in basso abitano….non saprei…non li si vede quasi mai e quando si vedono…vedi solo i tatuaggi. Hanno in compenso otto cani e ventidue gatti, che abbaiano ( i cani ) ad ogni passaggio di mezzi e/o persone, all’abbaiare risponde Bobbi e a lui rispondono i nostri due cani che svegliano l’oca che squaqquera… in pratica sappiamo se arriva il postino o amico o viandante almeno quindici minuti prima. Più avanti incrociamo le case di Gazzo dove vivono almeno venti persone ( un tempo c’era persino una trattoria), tra queste la signora Delsa, donna di montagna di età indefinibile tra i cinquanta e i se-sa-no, magra, segalina e minuta: la Delsa ha un orto così ripido che per salirci devi usare la picozza, taglia la legna, spacca i tronchi con la mazza e il cuneo, li carica sulla carriola a motore e poi li trasporta con l’ape. Temibile concorrente durante il periodo dei porcini essendo dotata di una resistenza da scerpha nepalese. Donne come Delsa non ne fanno più!
Dopo di lei c’è il sig. Luigi: sei anni fa, appena stabiliti qui, lo salutavamo ogni volta che lo incrociavamo, dopo circa due anni ha iniziato ad alzare un sopraciglio, ci è voluto un altro anno perché alzasse la testa, quasi otto mesi per convincerlo ad alzare una mano. Questa primavera finalmente ci ha sorriso!
Sarà che i liguri sono un poco scontrosi.
Alla fine del borgo ci sta lo Gnomo, lo chiamiamo così perchè non sappiamo come chiamarlo, alto uno e cinquantaforse, barba ispida, capelli arruffati e sopraciglio sardo. La principale attività dello Gnomo è scendere in pulman ad Alberga, raccattare gli oggetti più disparati dai cassonetti e portarseli a casa ( una volta l’anno arriva il camion del comune a sgomberare). Lo Gnomo non si esprime a frasi ma per proverbi, mottetti e filastrocche: incrociarlo sul pulman e attaccare discorso può rivelarsi una vera avventura sinologica; tre giorni fa siamo scesi insieme per il mercato ed era così adornato: pantaloni stampati girasole, zoccoli olandesi, camicia hawaiana, cappellino di paglia da cui pendevano due peluches, un cornetto rosso, svariate mollette e piume sconosciute, in compenso non parlava molto perchè stava scrivendo alcuni proverbi su una scatola di scarpe. Dal volto si capisce che ha avuto una vita dura e di privazioni ma siamo sicuri che abbia una certa qualche saggezza il nostro Gnomo.
Insomma questi sono i nostri vicini umani ( diciamo normali) con cui condividiamo questa piccola valle che poi si apre in un’altra valle dove vive la variopinta colonia di artigiani, buskers, viandanti… insomma quegli strani comici spaventati guerrieri che sono la nostra tribù….ma questi li conosciamo la prossima volta e di cui, se devo darene un immagine poetica, potrei descriverli con le parole dell’amico Nanao Sakaki:

Se piove, potresti bagnarti;
Se arriva un forte vento, ti potrebbe far volar via;
Se hai una bocca
Potrai sempre avere qualcosa da mangiare;
Quando hai le mani, puoi lavorare;
Quando hai le gambe, puoi andare;
Hai la voce, perché non cantare?

Hai un cuore, balla!

Renato

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2 risposte a “Che vita, ragazzi…che vita. (parte seconda )

  1. gentilissimo Renato :

    Sono Marco di Padova : ti invio mail in relazione alla lettera della Selina degli Elfi che hai pubblicato la settimana scorsa .
    Nei primi giorni vicino all’indirizzo che lei ha lasciato c’era anche il suo numero di cellulare: o almeno mi sembra, ora non lo trovo piu. Dal momento che vorrei provare a chiamarla per fissare una visita da loro in Agosto, vorrei da te il numero o qualche indicazione su come contattarla.
    Presumo che abbia avuto problemi di privacy : mi dispiacerebbe!

    Mi piacerebbe poi intrrattenere una corrispondenza via mail dal momento che voglio realizzare il sogno di una vita alternativa come voi , ti chiedero’ consigli e indirizzi . Seguo regolarmente i tuoi articoli ed e’ ovvio che mi ci trovo d’accordissimo …..

    sentiti saluti da Marco

  2. mi hai fatto sognare questo posto abitato dai veri normali.
    perche non ce li fai vedere ,voglio dire qualche foto di più non guasta .
    sei propio bravo nelle tue descrizioni

    baccorobby

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