Utopia


Per un giorno tace la sarabanda della politica, e mi resta una immagine sbiadita e sciapa della parola, che per molti dei miei anni ha coinciso con l’agire, con la pratica militante, con l’elaborazione teorica collettiva, frutto di scelte etiche, esistenziali e culturali.

Ma a dirla tutta inseguivamo una nostra “utopia”, individuale e collettiva.

Non c’è nessuna utopia nella politica di questi anni, nessun territorio comune dove tutto è possibile… ciascuno si è come ritirato in un territorio dal quale tutto appare impossibile.

Hannaah Arend diceva che l’agire politico è un inizio che interrompe e contraddice processi automatici ormai consolidati, ma adesso mi sembra che l’agire politico non possa avvenire attraverso il linguaggio delle ideologie o nelle pratiche di protesta, di rivendicazione o scontro ma nelle strategie di “fuoriuscita” dal circuito delle merci,un poco simile a quello praticato dalla mia generazione a metà degli anni 70 che invase e ribaltò la concezione di lavoro precario in uno strumento di non dipendenza dall’ideologia del lavoro fisso e stabile con pensione assicurata. Sempre in quegli anni una piccola tribù variegata e immaginifica individuò nel “ritorno alla Terra” il sentiero collettivo da percorrere.

La politica, allora assumeva il linguaggio dell’agire quotidiano, del qui e subito ma anche diveniva teritorio dell’esodo, della fuga che è il diritto primario di ogni prigioniero, abbandonava lo scontro frontale con “lo stato presente delle cose ” e si spostava sulle frontiere dell’utopia praticabile sparigliando l’alfabeto come nella canzone di Claudio Lolli (..il lavoro l’ho chiamato piacere…)

Mi scrive Alba dall’ Honduras che stanno dando vita ad un progetto collettivo che si chiama Utopia …leggendo la sua lettera e guardando le immagini mi sono un poco vergognato, anche di non avere gli anni per partire subito per quelle montagne per partecipare a questo:…L’UTOPIA sarà ciò che tutti noi creiamo di ella, la realizzazione dei nostri sforzi, delle iniziative, del lavoro, della creatività e dei nostri sogni collettivi. Si tratta di uno spazio d’incontro tra persone, comunità, idee, lotte, proposte e sogni. Sarà uno spazio aperto a tutti quelli che sognano un mondo più giusto, dove le diversità trovano il loro spazio. Un altro mondo è possibile solo costruendolo qua, seminando collettivamente nelle nostre terre i nostri semi criolli di libertà, giustizia, pace e di memoria.

Nel cuore di UTOPIA ci sta la costruzione, un edificio grande, che servirà come Centro di Formazione, come spazio per realizzare forum, incontri e interscambi tra distinte realtà. Ci sono spazi per dormire, sognare, cucinare, mangiare e condividere la vita quotidiana in maniera comunitaria. C’è spazio per una biblioteca, un Centro di Documentazione, un museo della cultura Lenca, e per altre iniziative che serviranno come punto di riferimento e apprendimento per le comunità, organizzazioni e persone che partecipano assieme al COPINH nel Centro UTOPIA. Il gruppo di donne GUINAKIRINA disporrà di uno spazio proprio per donne bisognose, per sviluppare percorsi di formazione, svolgere incontri, produrre artigianato ed arte in tutte le sue forme. Fungirà inoltre come spazio di riparo per donne e uomini vittima della persecuzione e violenza politica.

All’intorno delle installazioni ci sono terre, boschi, acqua ed alberi di frutta. Là si svolgeranno tutte le diverse attività come agricoltura organica e sostenibile riscattando la diversità dei nostri semi criolli, la coltivazione di piante medicinali, concime organico, allevamento di galline criolle, l’elaborazione delle pesche in diversi prodotti come marmellate e vino. Invece di importare queste attività da fuori, si tratta di condividere e arricchire i grandi conoscimenti ed esperienze delle nostre comunità, perchè quello che viene chiamato come “alternative”al sistema, sono nientemeno che le nostre tradizioni. Nei boschi ci sarà uno spazio mistico per la meditazione, riflessione e per svolgere cerimonie lenca, e uno spazio ludico per bambini, per giocare e raccontare racconti. Nel ruscello e nella piccola laguna adiacente esiste la possibilità di realizzare un allevamento di peschi; infine, le possibilità sono infinite, tanto quanto lo sono i nostri sogni e idee.

Sempre più i nostri spazi sia fisici che mentali sono individualizzati, racchiusi e privatizzati. Appropriandosi delle nostre terre, boschi, acqua, minerali, culture, conoscimenti e forme di pensare, del nostro vivere ed organizzarci, ci stanno lasciando senza spazi; fino al punto che non possiamo più fare le cose secondo i nostri criteri. Il Centro de Encuentros y Amistad UTOPIA rappresenterà il ricupero e la costruzione di uno spazio collettivo nostro, un dialogo tra tutti noi que lo condividiamo, ove mettere in pratica le nostre alternative (e tradizioni) al sistema contro il quale stiamo lottando quotidianamente, come anche diventerà un punto strategico per rafforzare le relazioni tra i diversi settori della lotta popolare del Honduras ….

leggi il comunicato del COPINH, con il quale ti invita a partecipare in UTOPIA

Visita il sito:www.puchica.org,

2 risposte a “Utopia

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