Il 25 Aprile per me rimane un giorno dedicato alle “memorie” ed evito di partecipare a manifestazioni e/o cortei che di fatto non fanno che imbalsamare questa data e tutta la Resistenza. Preferisco dedicare qualche ora alla lettura di alcuni libri di un caro amico: Ugo Scagni, ricercatore e storico della Resistenza in Oltrepò Pavese, terra in cui sono nati e vissuti i miei genitori. Mio padre era un partigiano combattente, venne ferito durante i rastrellamenti fatti dalle truppe mongole, ferito da ben sette colpi di mitraglia fu salvato da un contadino che lo nascose nella stalla nella mangiatoia delle mucche e poi lo trasportò nella neve fino a dove poterono curarlo … era l’inverno del 44’.
Dato che sono stato svezzato a pane e resistenza, ho conosciuto molti dei compagni di mio padre, durante i raduni partigiani, a Varzi, a Pecoraia, al Penice… Quegli stessi partigiani che erano tornati in montagna nel 46’ insieme ad un gruppo del cuneese ma questa è una storia dimenticata.
Mio padre riposa nel piccolo cimitero di Canneto Pavese, il posto della mia famiglia, sulla lapide oltre al nome – cognome – date di nascita e morte, c’è un’iscrizione che dice Partigiano Canobio: era il suo nome di battaglia, Canobio deriva da canapia ..naso grosso. La foto sulla lapide lo ritrae di profilo e si nota il suo naso “importante” ma quello che distingue l’immagine di Canobio da tutte le altre foto sulle lapidi è che lui “ride” !! Anzi sghignazza!! Qull’immagine l’avevo scattata durante un incontro tra partigiani italiani e iugoslavi verso la fine degli anni 70’
Il 25 Aprile per me rimane il giorno del Partigiano Canobio che ride… Ciao pà
Un bellissimo ricordo personale, grazie per condividerlo.
Leggo solo adesso e mi associo ad equipaje.
Devo trovare le mie montagne dove tornare …
Grazie!
Bellissimi ricordi, sarebbe interessante sentire anche la storia di quei partigiani tornati in montagna nel 46′…
bellissimo,!! Grazie!!!! Maria